martedì, 5 Luglio, 2022 8:34:04 PM

CESARE PASTANELLA, percussionista e ricercatore contemporaneo

a cura della Redazione.

Presentare talenti di un territorio è presentare artisti che hanno capacità artistiche e creative di ben più vasti orizzonti. Nel servizio che segue, presentiamo Cesare Pastanella, percussionista, compositore e produttore musicale pugliese, da anni si occupa di world music, jazz e musica etnica, in particolare afrocubana, brasiliana e araba. Il suo stile e la sua ricerca mirano a fondere le antiche tradizioni musicali di queste culture, con le sonorità ed i ritmi della musica contemporanea europea e afro-americana. E’ stato membro e co-autore dei gruppi Faraualla e Tavernanova, con cui ha svolto un’intensa attività discografica e concertistica. Fra le sue numerose collaborazioni figurano Toquinho, Bobby McFerrin, Paolo Fresu, Radiodervish, Farafina, Toups Bebey, Gabin Dabiré, Javier Girotto, Fabrizio Bosso, Roberto Ottaviano, Mirko Signorile, solo per citarne alcuni. Con il suo quartetto Afrodiaspora, nel 2019 ha pubblicato “The round trip” (AlfaMusic), un album che racconta come la cultura africana abbia influito sulla musica americana, attraverso la tratta transatlantica degli schiavi avvenuta nei secoli passati.

Cesare Pastanella è specializzato in cultura e tradizioni musicali afro-cubane, afrobrasiliane e arabe. Il suo stile e la sua ricerca puntano a unire le antiche tradizioni musicali di queste culture, alle sonorità e ai ritmi della musica contemporanea europea e afroamericana. Il suo progetto Cesare Pastanella Afrodiaspora, ripercorre le tracce che la musica africana ha lasciato in America, attraverso la deportazione degli schiavi e le reciproche influenze che le musiche dei due continenti si sono scambiate nel corso del ‘900. Nel 2019 con questa formazione ha prodotto e pubblicato il primo disco a suo nome “The round trip”, per l’etichetta discografica AlfaMusic (distribuzione Egea-Believe digital). L’album, distribuito fisicamente anche in Olanda, Belgio, Lussemburgo e Giappone, ha ricevuto entusiasmanti recensioni che ne hanno evidenziato il carattere culturale e di ricerca, per lo stretto legame con la storia della musica generata dalla schiavitù africana verso l’America, alcune delle quali sono state pubblicate su Musica Jazz, Spettakolo, Roma in Jazz, La Gazzetta del Mezzogiorno.

Fa parte inoltre del trio di jazz contemporaneo Kaleido Sea, con cui a gennaio 2019 ha pubblicato il disco “Buena ventura” (Angapp Music). Durante la sua attività si è confrontato con differenti linguaggi musicali, tra cui jazz, musica folclorica e popolare cubana, musica araba tradizionale e moderna, musica brasiliana e dell’Africa occidentale, funk, soul, world music, canzone d’autore italiana, musica vocale, corale e rinascimentale. È specializzato nella tecnica di congas, bongò, timbales, batà e darbouka, ma i suoi set di percussioni comprendono una molteplicità di strumenti provenienti da Africa, Sudamerica, Caraibi, Mediterraneo e Medioriente, frequentemente combinati a suoni elettronici e campionati. Inizia a suonare e studiare batteria da adolescente con Paolo Lorusso, per approfondire in seguito gli studi con Maurizio Dei Lazzaretti e Pietro Iodice presso la Saint Louis Music Academy e l’Università della Musica di Roma, incominciando nello stesso periodo a dedicarsi alle percussioni etniche.

Ha studiato percussioni presso il Conservatorio di Bari, “Niccolò Piccinni”, dedicandosi parallelamente ad apprendere i ritmi arabi con il maestro algerino Moussa Belkacemi. Ha poi intrapreso con Giovanni Imparato lo studio della cultura afrocubana, il suo principale interesse, che ha in seguito approfondito a La Habana (Cuba) con José Luis Quintana “Changuito”, Irian Lopez Rodriguez e Manley “Piri” Lopez (Los Chinitos), Tony Urdaneta e Michel Aldama del Conjunto Folklorico Nacional de Cuba, Amadito Dedeu (Grupo Clave y Guaguancò), a New York con John Amira e a Roma con Reynaldo Hernandez Ramirez. Ha frequentato stages di canto afrocubano con Gregorio “El Goyo” Hernandez e di percussioni brasiliane con Gilson Silveira, Kal Dos Santos e Mestre King. In Burkina Faso ha studiato la tradizione ritmica Mandinga del tamburo tamà con Baba Kouyaté e del balafon con Adama Djabaté. E’ facilitatore di Drum Circle avendo conseguito il Village Music Circles 6-Day Graduate, formandosi con Arthur Hull, l’ideatore del metodo VMC e con il mentor italiano Harshil Filippo Chiostri. E’ stato batterista e percussionista di Tavernanova, gruppo pugliese inserito nella scena world music e del nuovo folk italiano degli anni ’90. Dal 1999 al 2015 è stato percussionista e co-autore del gruppo vocale Faraualla. Negli anni ha inoltre collaborato con Radiodervish, Funambolici Vargas e con il quartetto del pianista Mirko Signorile.

L’8 aprile 2022 è stato pubblicato “Music for Tales – vol. 2”, il nuovo album di Cesare Pastanella, che fa seguito al primo episodio pubblicato nel 2021. Il lavoro discografico è stato concepito per raccogliere le composizioni scritte per gli spettacoli teatrali “Badù Re, anzi Leone” e “Il Viaggio di Arjun” di Lucia Zotti, prodotti dal Teatro Kismet OperA di Bari. L’album è stato pubblicato sulle piattaforme di musica digitale dall’etichetta Angapp Music e stampato in formato Cd. Dieci brani di world music interamente composti, arrangiati e registrati da Cesare Pastanella nel suo studio in Puglia, lungo un periodo che è andato dal 2011 e 2013, quando furono prodotti i due spettacoli teatrali, fino al 2020-2022 in cui è stato revisionato, ampliato e ultimato per la pubblicazione. Una parte delle composizioni sono state ispirate da ritmi e canti rituali afrocubani di origine yoruba e bantù, e per la realizzazione dell’intero disco sono stati utilizzati una molteplicità di strumenti musicali: percussioni provenienti da Africa Occidentale, Cuba, Brasile e Oriente, tastiere e sintetizzatori suonati dallo stesso autore, chitarre acustiche ed elettriche, basso elettrico e contrabbasso, flauti dolci ed etnici, come il suling del Borneo ed il kaval bulgaro, e la cornamusa italiana. Le registrazioni si sono arricchite della pregevole collaborazione di musicisti e cantanti ospiti, fra cui il chitarrista Nando Di Modugno, il bassista Francesco Cinquepalmi, il violinista e polistrumentista Leo Gadaleta, per questa occasione in veste di flautista, il cantante milanese Giorgio Pinardi, che affascina con i suoi giochi vocali magici e misteriosi, il flautista e suonatore di cornamusa Domenico Pastore e la cantante Rosanna D’Ecclesiis, che con la sua voce melodiosa e sinuosa interpreta un canto rivolto ad Ochun, divinità yoruba della bellezza femminile e delle acque dolci.

La copertina ritrae un’immagine originale creata da Luciano Montemurro.

In copertina: Cesare Pastanella. ph. Flavio Diaferia.

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