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SUMMARY:A Lecce l’Arte di Davide Cufaro Petroni
DESCRIPTION:Istanbul\, soglia tra Due Mondi:  \na Lecce l’Arte di  \nDavide Cufaro Petroni. \nUn dialogo visivo di rara intensità\, capace di annullare le distanze geografiche e temporali per condurre l’osservatore al centro esatto in cui l’Oriente incontra l’Occidente.  \n \nDavide Cufaro Petroni – ph. Mario Giannini \nSulla scia del grande riscontro di pubblico e critica ottenuto nelle precedenti presentazioni e in particolare in quella svoltasi nella suggestiva cornice di Palazzo Valentini a Roma\, la produzione artistica di Davide Cufaro Petroni si appresta a conquistare il pubblico leccese con l’esposizione dal titolo evocativo “My Name is East\, My Name is West”. \n \nL’evento è curato e ideato da Spazio Art D’Or\, Ente del Terzo Settore punto di riferimento nella valorizzazione dell’eccellenza del Made in Italy attraverso iniziative di alto profilo che intrecciano arte\, cultura e alta moda.  \nLa realtà nasce dall’estro e dalla visione sinergica della Jewelry Designer Marina Corazziari\, del Couturier Gian Piero Cozza e dell’Architetto Guido Corazziari. \n \nL’inaugurazione ufficiale avrà luogo  \nmartedì 1° settembre alle ore 18:00 \n presso la prestigiosa  \nFondazione Palmieri.  \nUn connubio perfetto tra la proposta artistica e il luogo ospitante: la Onlus leccese nasce infatti con il preciso intento di farsi mecenate e cassa di risonanza della cultura salentina nel panorama globale\, trasformandosi per l’occasione in una finestra spalancata sul Bosforo. \n Al temine del vernissage sarà offerto agli ospiti un Vin d’honneur accompagnato da delizie tipiche pugliesi del “Lu Furnu della Masseria Giammatteo”. \n \nL’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 3 settembre\,  \ndalle h. 10:00 alle 13:00  \ne nel pomeriggio  \ndalle 17:00 alle 21:00. \nAl centro del percorso espositivo troviamo una serie di disegni a matita in bianco e nero\, nei quali il chiaroscuro si fa narrazione poetica e architettura della memoria.  \nProtagonista assoluta è Istanbul\, metropoli dal fascino millenario profondamente cara all’artista\, che vi ha risieduto per diversi anni traendone un’ispirazione viscerale. \n \nIl progetto “My Name is East\, My Name is West” si configura come un’indagine formale e concettuale sulla secolare dicotomia che anima la città turca\, autentico laboratorio a cielo aperto di culture e ponte steso tra epoche e civiltà che continuano a parlarsi.  \nAttraverso il tratto minuzioso e lirico di Cufaro Petroni\, il visitatore viene invitato a compiere un viaggio quasi contemplativo.  \nL’esperienza immersiva permette a chi osserva di diventare partecipe di un’ideale passeggiata tra le vie dell’antica Bisanzio\, in un’oscillazione continua tra Oriente e Occidente che intercetta un desiderio assolutamente contemporaneo di fusione\, dialogo e integrazione\, senza per questo scalfire quell’eterna e feconda tensione tra passato e presente.  \n \nOmar Sosa \nOspite d’eccezione di caratura internazionale sarà il celebre pianista di origini cubane Omar Sosa\, già più volte esibitosi a Istanbul e forte di sette nomination ai Grammy.  \nSosa sarà protagonista di un panel insieme all’artista Davide Cufaro Petroni\, moderato dalla scrittrice Cristina de Vita\, dal titolo “Contaminazioni del Mediterraneo Multiculturale”: un confronto sul dialogo tra forme espressive (dalla musica alla grafia\, fino alla poesia) e sui valori della pace e della convivenza tra i popoli del bacino mediterraneo.  \nAl musicista gli sarà conferito il  \nPremio alla carriera.  \n \nI tre giorni di mostra saranno animati da talk coordinati con illustri personalità del panorama culturale\, tra cui: il Prof. Francesco Lenoci\, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano;  \nla Prof.ssa Isabelle Oztasciyan Bernardini D’Arnesano; la Principessa Fabrizia Dentice di Frasso; l’Arch. Cristina Caiulo; la Prof.ssa Rossella del Prete;  \nla Dott.ssa Carla Palmieri\, Presidente dell’omonima Fondazione; Rosita d’ Amora Docente di letteratura turca presso la Sapienza di Roma e l’Avvocato Angelo Lucarella;  \nElisabetta Indino\, Presidente Centro Studi Chora-ma ” Donato Indino” Sternatia; Giorgio Vincenzo Filieri\, cantautore in lingua grika e Gaetano Mastrolia\, interprete di poesie dialettali.  \nLa Direzione Artistica è a cura di Spazio Art d’ Or\,  \nmentre l’ufficio stampa è affidato alla  \nG.P. Communication  \ndi Gisella Peana. 
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SUMMARY:Lecce - Gabriele D'Annunzio... e le sue Muse
DESCRIPTION:D’ANNUNZIO RACCONTATO DALLA PITTRICE  \nPAOLA SCIALPI  \nNELLA MOSTRA  \n“CRONACHE DANNUNZIANE …  \nIL FUOCO E LA CARNE!  \nLE DONNE DI GABRIELE D’ANNUNZIO” \nL’artista svela il volto segreto delle Muse dannunziane in un’esposizione inedita alla Fondazione Palmieri di Lecce. \nDal 26 settembre al 2 ottobre 2026\, la suggestiva navata cinquecentesca della Fondazione Palmieri\, diventerà l’arena in cui si consumerà la rivolta visiva dell’esposizione “GABRIELE D’ANNUNZIO …e le sue MUSE”\, mostra personale della pittrice salentina Paola Scialpi.  \n \nGiuseppina Giorgi Mancini \nCatalogo edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno con interventi di Antonio Errico\, Lucio Galante\, Maurizio Nocera. \nAd amplificare la potenza delle tele sarà il vibrante Omaggio a Gabriele D’Annunzio curato da due eccellenze delle arti performative: il regista e attore Ivan Raganato e la danzatrice e coreografa Sophie Guida\, anime dell’A.S.D. Culturale Teatrale “Compagnia Teatrale SCENA MUTA”.  \n \nLuisa Baccara \nIn un perfetto connubio tra recitazione e movimento\, la prosa torrenziale e seduttiva evocata da Raganato si scontrerà con le geometrie coreutiche della Guida\, dando forma fisica all’inquietudine\, al tormento e\, infine\, all’indipendenza emotiva delle muse dannunziane.
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