lunedì, 30 Marzo, 2026 8:07:26 PM

Bivona (VV) – La Santa Veronica di Francesco Mochi

di Giovanni Francesco Cicchitti.

Nel dicembre 1629 Francesco Mochi riceve l’incarico di realizzare una delle quattro statue monumentali destinate ai pilastri che sostengono la cupola della Basilica di San Pietro.

Le altre tre vengono affidate a François Duquesnoy, Andrea Bolgi e Gian Lorenzo Bernini, delineando uno dei programmi scultorei più ambiziosi del Seicento romano.

L’8 febbraio 1632 Mochi presenta il modello a Urbano VIII, che approva il progetto. L’esecuzione dei blocchi marmorei si svolge tra il 1635 e il 1639. L’11 novembre 1640 la statua viene collocata nella nicchia e mostrata al pubblico.

La figura di Santa Veronica raggiunge circa cinque metri di altezza ed è composta da tre blocchi distinti. La santa avanza impetuosa, il velo spiegato in avanti come una vela investita dal vento.

Il drappeggio non costituisce un semplice ornamento, ma il motore plastico dell’intera composizione. Le pieghe si avvolgono e si torcono con energia, creando un vortice che rompe la rigidità architettonica del pilastro.

La tradizione identifica Veronica come la donna che avrebbe asciugato il volto di Cristo durante la salita al Calvario.

L’episodio non compare nei Vangeli canonici e deriva dalla devozione medievale legata al culto della Vera Icon, reliquia custodita in San Pietro.

 

Mochi traduce questa tradizione in una figura che solleva il velo come testimonianza visibile del volto sacro.

Il confronto con il San Longino di Bernini evidenzia due declinazioni del Barocco romano: nella Veronica di Mochi il movimento appare più agitato e quasi centrifugo; in Bernini la tensione si concentra in un equilibrio teatrale più bilanciato. La statua di Mochi impone così una presenza palpitante che anima lo spazio monumentale della basilica.

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