Consegnato alle stampe dall’etichetta indipendente Encore Music, disponibile in formato fisico e sulle piattaforme digitali, dal 17 gennaio, è uscito “Fatata” di Andrea Sabatino.

Coprodotto da Roberto Passaro, responsabile organizzativo del festival Francavilla è Jazz, “Fatata” è la nuova opera discografica del trombettista jazz e compositore Andrea Sabatino.

Con lui: Claudio Filippini (pianoforte e tastiere), Antonio De Luise (basso) e Dario Congedo (batteria).
Tre valenti partner artistici che figurano in qualità di ospiti:
Badrya Razem (voce in Life),
Francesco Mariozzi (violoncello in I Remember Ludwig)
e il rapper Done (in Fafa).
“Fatata” è un progetto estremamente interessante che proietta Andrea Sabatino verso l’esplorazione di territori sonori e stilistici molto differenti rispetto all’ambito del jazz più tradizionale che il musicista salentino ha frequentato abitualmente negli ultimi anni della sua carriera.

Il disco rappresenta un concreto punto di svolta nel percorso artistico del jazzista pugliese, che crea una sapida commistione di groove, travolgente energia comunicativa, innovazione e profonda ricerca melodica, armonica, ritmica e timbrica.

L’artista descrive così la gestazione e il mood di questa sua nuova creatura: «Fatata è il disco della mia vita.
Per me ha un valore ancora più importante in quanto è dedicato alle mie tre splendide figlie.
In questo lavoro ho cercato di uscire dai canoni del jazz più legato alla tradizione per virare verso paesaggi sonori diversi, fra colorazioni mediterranee, contaminazioni con generi come il rap, il funk, il pop internazionale e pennellate di musica classica.
Ciò che desidero esprimere è far ascoltare la mia musica attraverso la mia “voce”, con un’identità artistica riconoscibile».
A rendere “Fatata” ancor più prezioso ci pensa Paolo Fresu, eccellenza della tromba jazz italiana in ambito internazionale, che nelle note di copertina scrive:
«Un ottimo lavoro pieno di bella musica, di idee, di visione e di passione. Vi si percepisce un bisogno di indagine e di cambiamento».
Ph. Dario Discanno.
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