domenica, 11 Gennaio, 2026 7:13:39 PM

Bari – “Il Medico Dei Maiali”- Luca Bizzarri e Francesco Montanari

di Antonio Pisani.

“Il medico dei maiali”, che in questi giorni ha fatto tappa al Teatro Piccinni di Bari, è uno spettacolo con protagonisti Luca Bizzarri insieme a Montanari, Sebasti e Marino.

È scritto e diretto da Davide Sacco; il testo ha vinto il Premio Nuove Sensibilità 2.0 nel 2022 ed è il terzo capitolo della trilogia La ballata degli uomini bestia (Caracò Editore), che comprende L’uomo più crudele del mondo e Sesto potere.

È sulle note di “Lascia ch’io pianga” dal Rinaldo di Händel che si apre il sipario su Il medico dei maiali di Davide Sacco.

Lo spettacolo è una satira amara e grottesca sul potere, la politica e l’essenza umana; ha ottenuto riscontri positivi per ironia, cinismo e profondità filosofica.

Esplora le dinamiche sociali e le lotte di classe con un linguaggio brillante che mescola comicità e dramma contemporaneo, spesso richiamando riferimenti orwelliani.

La scenografia, raffinata ed essenziale, è dominata da una scritta in caratteri cubitali sul fondale: “THE KING IS DEAD”, un presagio che anticipa la trama.

Tutto parte dalla morte improvvisa del re d’Inghilterra, che getta la monarchia nel panico e ne mette in luce la debolezza quando la corona passa al principe ereditario Eddy (Francesco Montanari), un ragazzo banale e immaturo.

Tra il potere e il principe si inserisce un medico veterinario (Luca Bizzarri), pronto a cogliere un’occasione che si rivelerà fallimentare.

Il re d’Inghilterra muore all’improvviso in Scozia e un forte temporale impedisce al medico di palazzo di arrivare a constatarne il decesso.

Essendo l’unico medico presente nella residenza, il compito viene affidato a un veterinario specializzato in maiali, che scopre subito che il re non è morto d’infarto come i consiglieri (David Sebasti e Mauro Marino) vogliono far credere, ma preferisce assecondare la messinscena.

Nel frattempo arriva in albergo il principe ereditario, un giovane insignificante e, a suo dire, stupido, vestito da nazista perché stava partecipando a una festa a tema durante il gay pride.

Il principe chiede di rimanere solo con il medico, pur dovendo preparare il suo primo discorso all’Inghilterra, non sapendo da dove cominciare, mentre il veterinario capisce immediatamente di avere un’opportunità e deve giocarsi bene le carte.

Sono momenti drammatici di transizione tra un re e l’altro, in cui la debolezza della corona e la fragilità della monarchia vengono messe in evidenza: la popolazione è in attesa e il principe non è all’altezza.

È qui che il veterinario, l’unico con le idee chiare, decide di agire e cogliere l’occasione. La vita non è mai semplice o lineare: è spesso più crudele di quanto si immagini; i servi non vogliono più essere servi e chi detiene il potere vuole continuare a esercitarlo.

Ma le certezze cadono, l’essere umano si mostra per quello che è: una bestia, pronta a diventare uomo. Quando muoiono i padri e crollano i palazzi, la maschera cade e resta la natura crudele dell’essere umano.

Il medico dei maiali non è solo un brillante esercizio di stile, ma anche una riflessione amara sulla manipolazione, sull’ingenuità spacciata per sovranità e sulla mostruosità del potere, che corrompe tutto ciò che tocca — anche il più sciocco dei principi, anche il più nobile dei rivoluzionari.

Questa farsa è più di una semplice commedia: è una provocazione travestita da gioco, un piccolo capolavoro di satira teatrale che incanta e graffia, mettendo in luce i disastri dell’umanità.

Bizzarri e Montanari hanno interpretato i due ruoli alla perfezione, dimostrando, se mai ce ne fosse bisogno, la loro straordinaria bravura.

I venti minuti di applausi hanno sottolineato l’apprezzamento del pubblico del Teatro Piccinni, gremito fino all’ultimo posto.

 

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