martedì, 17 Febbraio, 2026 4:52:10 PM

Brescia – “La notte stellata” di Vincent van Gogh – Seconda parte

di Gaetano Barbella.

La notte stellata (De Sterrennacht), il dipinto sopra mostrato, fu eseguito dal pittore olandese Vincent van Gogh nel 1889 ed è conservato al MOMA di New York.

È un vera e propria icona della pittura occidentale che raffigura un paesaggio notturno di Saint-Rémy-de-Provence, poco prima del sorgere del sole.

 Ill. 1 – Bourges. Palazzo Lallemant.

Leggenda di San Cristoforo.

Immagine tratta dal libro “Il mistero delle cattedrali” di Fulcanelli.

Opera dell’autore

Altro modo di espressione del magnetismo

nel sigillo di Hermes

Alle pagg. 150-156 del libro “Il Mistero delle Cattedrali” di Fulcanelli, Edizioni Mediterranee, è posta in evidenza tutta una tematica ermetica incentrata su una cintura tessita secondo linee incrociate, nell’intento di rappresentare la superficie del solvente mercuriale quando è stato preparato canonicamente.

La Illustr. 3 (nel libro è la tav. XLII) mostra questa cintura indossata da San Cristoforo che porta sulle spalle il Bambino-Re secondo la nota leggenda della quale riporto la parte saliente che riguarda il segreto riposto nella suddetta cintura.

< La cintura di Offerus, il nome pagano di San Cristoforo ancor prima di essere santo, secondo la leggenda, «è trapunta secondo linee incrociate, simili a quelle che si vedono sulla superficie del solvente quando è stato preparato canonicamente.

Questo è il segno, che tutti i Filosofi riconoscono per indicare, esteriormente, la virtù, la perfezione e l’estrema purezza intrinseche della loro sostanza mercuriale. […]

Questo segno, gli autori l’hanno chiamato Sigillo di Hermes, Sale dei Saggi, ‒ cosa questa che getta la confusione nello spirito dei ricercatori, ‒ segno e impronta dell’Onnipotente, ed anche sua firma, ed ancora Stella dei Magi, Stella polare, ecc.

Questa disposizione geometrica sussiste ed appare con maggiore definizione quando si è messo a sciogliere l’oro nel mercurio, per portarlo al suo stadio primitivo, quello di oro giovane o ringiovanito, in una parola di oro bambino.

Per questa ragione, il mercurio, ‒ fedele servitore e Scel della terra, ‒ è chiamato Fontana di giovinezza.» >

< Quindi i Filosofi si esprimono chiaramente quando insegnano che il mercurio, una volta effettuata la soluzione, porta il bambino, il Figlio del Sole, il Piccolo Re (Reuccio), come una vera e propria madre (la Regina), perché, in effetti, l’oro, nel suo seno, rinasce.

«Il vento, – cioè il Mercurio alato e volatile, – lo ha portato nel proprio ventre », ci dice Ermes nella sua Tavola Smeraldina. […]. » > Notare che alcune iconografie del bambino Gesù ermetico sono fatte come classiche ceste di vimini intrecciati dove è adagiato appena nato.

Ill. 2 – Gustavo Adolfo Rol nei primi anni settanta.

La Forza Verde di Gustavo Adolfo Rol.

La vita di molti personaggi celebri della scienza, grazie ad una misteriosa Forza Verde, è prevedibile per gli effetti che le loro scoperte lasciano, permettendo alla scienza di progredire, ma per Adolfo Rol (Torino, 20 giugno 1903 – Torino, 22 settembre 1994) non è la stessa cosa.

Tuttavia la sua traccia indelebile, la sua fama di sensitivo, deve aver potuto fare l’analoga cosa, attraverso il suo spirito che gli ha permesso tanti prodigi. Quello spirito che gli fece dire:

« Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla! ». Ma continuò a scrivere.

Fu un anno critico per Rol a causa di questa scoperta, con molti problemi di salute. Ma in cambio intuì che questa forza, che lui chiamò “verde”, poteva transitare per una “porta” nell’uomo per mettere in comunicazione il suo spirito con la materia fisica del corpo.

Di qui si adoperò con gli studi e pratica per acquisire  in lui talenti con quella forza, utilizzando i tre canali percettivi più comuni dell’uomo (visivo, uditivo e cinestesico).

Il verde, la quinta musicale e il calore.

Il verde (la vista), situato al centro dello spettro visibile, è uno dei colori percepibili dall’occhio umano misurabile tramite onde elettromagnetiche.

Nelle pratiche meditative, il colore verde è spesso visualizzato, poiché rappresenta il chakra del cuore del sistema dei chakra.

È posto fra i tre inferiori (dell’istinto e materia) e quelli superiori (spirito e piani sottili esistenziali) e funge da legante.

La quinta musicale (l’udito). L’intervallo di quinta, particolarmente significativo, rappresenta la distanza di sette semitoni tra due note nella scala musicale, corrispondente a tre toni e un semitono.

La corrispondenza di queste due note con questa distanza crea una consonanza perfetta piacevole all’orecchio, e genera un senso di armonia.

Il calore (il corpo) è ciò che si genera con il legame delle vibrazioni del verde con la quinta musicale. È la sua influenza sulla nostra immaginazione e lo stato fisico.

Questo calore fa da legame piacevole e armonioso fra spirito e materia. È un meraviglioso ponte fra due mondi di una realtà tridimensionale.

Ma la materia è organizzata tramite l’Eros ed il genere umano, che è mortale, è in continua contesa con Thanatos .

Eros e Thanatos rappresentano gli impulsi creatori e distruttori del mondo, i due poli fondamentali della vita umana.

Eros, dea greca dell’amore, è la pulsione di vita (Eros) tendente all’attrazione tra gli elementi, essa genera, unisce e riscalda.

Thanatos, dio greco della morte, è la pulsione di morte (Thanatos) tendente alla disgregazione tra gli elementi, essa distrugge, frammenta e separa.

Alla ricerca del Genius Loci di Notte Stellata.

Ill. 3 – Google Maps di Saint-Rémy-de-Provence.

A nord si trova la Clinique Gianum, la clinica degli alienati mentali.

Ora abbiamo tutti gli elementi per capire dove e come rintracciare il Genius Loci del dipinto di Vincent van Gogh, “La Notte stellata”, ed è la mappa terrestre del luogo dove egli l’ha concepita e dipinta, cioè Saint-Rémy-de-Provence.

In particolare è la clinica degli alienati mentali di questo luogo disposta al suo nord.

Secondo una concezione che si rifà ad antiche cosmogonie, l’individuo, o meglio, ciascun essere vivente, fa parte di un unico corpo senziente, gigantesco rispetto alle dimensioni umane, ma in effetti piccolissimo se considerato in termini astronomici.

Questo corpo senziente è la Terra, o Tellus, dal nome della dea romana della Terra.

Gli esseri umani rivestono una funzione molto importante all’interno di Tellus, poiché sono le cellule più evolute, quelle del cervello.

Ragionando secondo questa ottica, e una volta preso coscienza di questo, si comprenderà come l’ordinaria vita di ogni giorno altro non sia che sogno (maya) e ci si accorgerà che ogni cosa, anche la più insignificante costruita dall’uomo che pensavamo essere priva di vita, in effetti non è tale.

Si imparerà così a vedere che le costruzioni umane, i fabbricati, le strade, e le grandi vie di comunicazione sono forze che nascono, crescono e muoiono.

Si vedrà che le città e gli agglomerati urbani sono foreste e intricati «disegni» della madre terra, ciascuno vibrante di una propria particolare forma di vita.

Ill. 4 – Cartografia di Saint-Rémy-de-Provence.

Questa ipotesi è tenacemente sostenuta da me che ha avuto modo di intravedere fra le confuse pieghe della pelle terrestre tante mute figure allegoriche, solchi emblematici di vomeri nelle mani di misteriose volontà.

Ho condotto ricerche estremamente precise e profonde sulle topografie di numerose città di tutto il mondo, studiando fin nei minimi dettagli le mappe topografiche delle stesse alla ricerca di questi misteriosi disegni che si possono rintracciare in rappresentazioni che ho chiamato cartografie.

Si capisce che il “cervello terrestre” ha infiniti Genius Loci e uno di questi è  Saint-Rémy-de-Provence, esposto con al mappa illustr. 4 mostrata in precedenza corredata del mio disegno cartografico.

Quando disegnai le prime cartografie cercai di darmene una spiegazione ritenendo di essere una sorta di veggente di nuovo genere, non contemplato nella casistica dei noti veggenti che riguardano il mondo del cosiddetto paranormale.

In seguito alla suddetta pubblicazione su Il Giornale dei MISTERI nel 1997, ci furono alcuni studiosi che mi contattarono per approfondire la tematica su queste mie configurazioni insolite e nel 1999 entrai in relazione con il dott.

Mauro Bigagli, il coordinatore del periodico Energie di “Studi, Ricerca e Scienza dello Spirito” di Cosentino.

Mi parve un erudito personaggio carismatico e a giugno del 1999 mi scrisse una lettera in seguito ad una mia, naturalmente in relazione alle mie configurazioni terrestri.

Non la riporto per intero ma solo per la parte che riguarda le cartografie mappali in questione ed è questa:

«…La sua sensibilità è tale che non può essere compreso facilmente dall’Uomo di oggi. Lei nelle sue cartografie vede una realtà astrale, appartenente ad una dimensione eterica che nessuno può concepire; questa è la verità.

Ciò che dice è vero ma appartiene alla realtà dell’energia astrale. Ho approfondito molto le sue cartografie e questa è la mia conclusione.

La sua sensibilità lo eleva e vede cose che altri non vedono. Lei ha una trance lucida…».

Riprendendo il tema della cartografia dell’illustr. 4 di Saint-Rémy-de-Provence, è molto facile capire di che si tratta, riconoscendo i due personaggi che sono rappresentati dei quali se ne trova il riscontro nell’Apocalisse di Giovanni evangelista.

Seguiamo il capitolo 12,1 CEI 2008 dell’Apocalisse di Giovanni che descrive lo scenario del dipinto “La Notte stellata” di Vincent van Gogh dell’illustr. 4:

«1 – Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle.

2 – Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 3 – Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi;

4 – la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito.

5 – Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono.

6 – La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.»

La cartografia di Saint-Rémy-de-Provence, illustr. 12, presenta gli esseri solari con undici stelle più la dodicesima che corona la «donna vestita di sole» .

Il vortice centrale rappresenta il drago o bestia e sul quadro in esame non compaiono sei teste del drago, ma solo la settima, quella che aggredisce la Clinique Gianum, la clinica degli alienati mentali, e sappiamo che qui Vincent van Gogh vi era ricoverato.

Di certo in tal modo la sorte vuol rappresentare un particolare stato delle cose raccontate nell’Apocalisse di Giovanni. In particolare, oltre a quanto sopra appare al centro la Prostituta famosa. Vediamo come in Ap 17, 6:14 CEI 2008:

«6 – E vidi quella donna, ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Al vederla, fui preso da grande stupore.

7 – Ma l’angelo mi disse: “Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta, quella che ha sette teste e dieci corna.

8 – La bestia che hai visto era, ma non è più; salirà dall’abisso, ma per andare verso la rovina. E gli abitanti della terra il cui nome non è scritto nel libro della vita fino dalla fondazione del mondo, stupiranno al vedere che la bestia era, e non è più; ma riapparirà.

Qui è necessaria una mente saggia. Le sette teste sono i sette monti sui quali è seduta la donna. E i re sono sette:

10 – i primi cinque sono caduti; uno è ancora in vita, l’altro non è ancora venuto e, quando sarà venuto, dovrà rimanere per poco.

11 – La bestia, che era e non è più, è l’ottavo re e anche uno dei sette, ma va verso la rovina. Le dieci corna che hai visto sono dieci re, i quali non hanno ancora ricevuto un regno, ma riceveranno potere regale per un’ora soltanto, insieme con la bestia.

13 – Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia. 14 – Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re; quelli che stanno con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli”.»

Il drago, ovvero la bestia, che si vede legata ad una testa per far capire che, oltre ad avere le dieci corna, i dieci Re di Roma, è anche una delle sette teste.

I due vortici centrali rappresentano bestia che è condannata perché viene detto «ma va verso la rovina».  Infatti «l’Agnello li vincerà» la cui forza è rappresentata dalle undici stelle che lo stanno accerchiando per vincerlo.

«7 – Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli;

8 – ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. 9 – E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli.» Ap 12, 7:9 CEI 2008

Si capisce a questo punto la sorte di Vincent van Gogh che, a causa della settina testa del drago, la bestia apocalittica, ha la cattiva sorte che lo perseguita fino a portarlo al suicidio.

 

 

 

 

About Arti Libere

Guarda anche

Corato (Ba) – Stagione Teatrale 2025/2026

La nuova stagione teatrale “La Grammatica delle abitudini” pensata e organizzata dal Comune di Corato …

Lascia un commento