mercoledì, 1 Aprile, 2026 10:01:34 AM

L’Apocalisse di Giovanni dello scultore Renato Ausenda di Baiardo

di Gaetano Barbella.

I primi accenni alla Meridiana Grande.

Vi sono casi di opere d’arte che rischiano di finire nell’oblio se non fosse per l’occhio attento di qualcuno, un occhio speciale.

Naturalmente sto parlando della mia vista che ha questa virtù nell’intravedere un certo lato nascosto in tutto ciò che vede ma che ad altri sfugge.

Ecco così è stato per l’opera scultorea mostrata sopra, che solo molto tempo fa mi è capitato di vedere esplorando il web attraverso un articolo che ne parlava. [1]

Traggo da un altro articolo pubblicato su Internet, dedicato però ad un’altra opera di Renato Ausenda di Baiardo, che chiama Meridiana Analitica, alcune brevi note sulla Meridiana Grande.

“L’opera di Renè, che spicca tra molti suoi capolavori, è la “Meridiana Grande” iniziata nell’85, finita nel 2000 ed oggi, dal 2004, a Genova in occasione dell’Anno Internazionale della Cultura.

La “Meridiana Grande” rispecchia la crisi esistenziale e religiosa oggi superata come la “Meridiana Analitica” dimostra, mentre, la sua prossima scultura, peraltro già iniziata, è intitolata “La Creazione”: una nuova meridiana che rivelerà la parte antica e quella ontologica del creato, sulla base della fisica quantistica e la relatività ristretta e complessa esposta anche da Einstein.

Renato Ausenda di Bajardo

Intanto prosegue anche il suo impegno alla tesi in materia psicologica che spera presto di poter discutere …. come a dire che tutto nella vita è sempre legato da un impalpabile fil rouge.” [2]

Nondimeno alcune note di rilievo su Renato Ausenda di Bajardo, espresse nello stesso articolo suddetto, valgono in genere per capire l’opera di questo scultore eclettico e nel contempo la sua personalità.

“Una fusione di filosofia, religione e psicologia – racconta Renato Ausenda, Renè per gli amici – oltre a ben 15 anni di studi junghiani (circa 12 mila pagine) e un tormentato percorso personale.

Attraverso diverse simbologie, è un auto analisi alla scoperta dell’uomo, delle sue contraddizioni, del valore della conoscenza. […]” [3]

La Meridiana Grande una lavagna per ammaestrare.

Galileo Galilei (1564-1642)

La lavagna fatta di ardesia dei tempi della Signora Maestra ormai di un antico vissuto e mi riferisco al vissuto di quei ragazzini di un passato lustro, dove le lavagne erano nere, fatte si ardesia, appunto, e c’erano ancora i grembiuli, rigorosamente bianchi o blu, il mio era blu. Ma c’è un Maestro, Galileo Galilei, che ce la presenta parlandone così:

“[La Geometria serve] … a misurare i goffi, non vi essendo bilancia o passetto che meglio pesi o misuri quanto essi vagliano …, perché la pietra lavagna, sopra la quale si disegnano le figure geometriche, è la pietra di paragone degli ingegni e quelli che non riescono a tal cimento si possono licenziare non solo come inetti al filosofare, ma come inabili ancora a qualunque maneggio o esercizio della vita civile.”

Le levagne sono verticali un po’ inclinate a piacere, ad esse si lega il biliardo che è orizzontale come a immaginare che forse, c’è un legame.

Bene, sotto il panno verde che la ricopre, c’è lei la lavagna, una anima in pietra, una vera e propria lamina di ardesia, ma perché una base in pietra?

Perché tali piani, così realizzati, oltre ad essere robusti e a garantire una lunga durata nel tempo, sono di facile lavorabilità.

Hanno una dote di perfetta planarità al piano di gioco, facilitato dall’uso di panni a basso attrito particolarmente idonei  per garantire lo scorrimento delle biglie con maggiore dinamica e velocità. Le traiettorie sono molto regolari e di lunga durata.

Tutto questo disquisire, quasi scolastico, ci fa capire che il biliardo ci potrà servire per capire la “Meridiana Grande”. Se ne riparlerà al momento opportuno.

Ed ora entriamo nel tema della “Meridiana Grande” per capire il tema di Renato Ausenda: “Una fusione di filosofia, religione e psicologia” di “studi Junghiani”, ma evito di entrare nell’ambito esoterico, forse non lo capirebbero i vecchi giovani della passate lavagne.

Carl Gustav Jung (1875-1961)

Do invece valenza al lato matematico per considerare la scultura come un tavolo di gioco di biliardo, con la differenza sulla riflessione sulle sponde della bilia.

Normalmente l’angolo di incidenza è uguale all’angolo di riflessione, qui invece l’angolo, fra il raggio di incidenza e di riflessione, è sempre di 90°.

È un fatto che non è possibile secondo la fisica ottica ma in un mondo ultrafisico immaginiamo che questo accada. Lo scopo di questa procedura matematica è di “pescare” una superficie, il “Tutto” del nostro pensiero per imbrigliarlo come se fossimo degli immaginari “pescatori”.

Il pensiero ha questa proprietà, è mobile, come la biglia spinta dalla stecca, ma può anche non entrare in una delle quattro buche degli angoli, e girare continuamente.

In tal modo la biglia, ruotanto continuamente e indefinivamente, genera con la traiettoria un rettangolo, l’area del “Tutto”, il pensiero imbrigliato nella “Meridiana Grande”.

Nel caso della scultura al “Meridiana Grande” la grande squadra tenuta dallo scultore con le due mani è la stecca del gioco del biliardo che spinge la biglia secondo un certo tracciato in giallo espresso nella figura che segue.

La “Meridiana Grande” di Renato Ausenza, opera scultorea di ardesia.

Il tracciato della biglia “spinta” dalla squadra, è in armonia con la Sezione Aurea.

In rosso violaceo sono le due virtù dello scultore e la terza la Rettitudine del Pensiero, il Tutto, rappresentato dalla “Meridiana Grande” con la stecca di irrigidimento

della squadra che si dirige verso il centro dell’incrocio delle due Sezioni Auree.

ll tracciato della bilia spinta dalla squadra è in armonia con la Sezione Aurea della scultura interna alla cornice.

L’incrocio delle due Sezioni Auree coincide con l’asse della figura segnata in blu, cioè del Tutto del Pensiero.

La prima linea coincide con la spalla in perfetta sintonia con il centro fra gli occhi, che gli esoteristi considerano il terzo occhio.

Il terzo occhio (anche noto come l’occhio interiore) nell’ambito di certe tradizioni religiose ed esoteriche è ritenuto un organo capace di percepire realtà invisibili situate oltre la visione ordinaria.

Nel nostro caso il “Tutto” del Pensiero. Viene localizzato poco sopra la radice del naso in un punto centrale della fronte denominato ajna in sanscrito, all’altezza del bordo superiore delle sopracciglia.[4]

Infine, il più bel segno con la terza linea rosso violacea, il segno della Rettitudine del Tutto della “Meridiana Grande” con l’asse legnoso che irrigidisce la grande squadra.

Il Tutto sta ad indicare il Pensiero che la Meridiana pone in risalto. Che è come dire che il Tutto si solleva vincendo la forza di gravità e, naturalmente, è la Vergine che va in cielo secondo i concetti religiosi – mettiamo – del Cristianesimo, per indicare la rinascita la fine della Morte. Si tratta di un’operazione interiore di restauro dell’Eros che da mortale diventa immortale.

Fine I parte.

[1] Fonte: https://albertocane.blogspot.com/2006/10/dove-sparita-la-meridiana-grande-1.html

[2] Fonte: https://silvabos-ufficiostampa.blogspot.com/2007/10/la-storia-di-rene-artista- dellardesiala.html

[3] Ibidem 2

[4]  https://it.wikipedia.org/wiki/Terzo_occhio_(esoterismo)

 

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