giovedì, 3 Aprile, 2025 8:30:47 AM

Ravenna – “Il risotto patrio” di Carlo Emilio Gadda – 2^ parte

di Rita Farneti.

La casseruola nella quale cuocere il riso viene tenuta tenacemente e con diligenza  con la mano sinistra: mano a mano che si procede nella cottura la fanno da padroni i colori, un tributo cromatico che si modulerà dal  giallo mandarino al giallo arancio.

Carlo Emilio Gadda (1893-1973)

Un fior d’attore – e fin dall’inizio dunque – il chicco di riso, un chicco individuo, a ben ricordare la monade di Leibniz, un singolo in grado di conservare una totale unicità fino a cottura ultimata , attraverso passaggi  in cui evita  di farsi enfiato dai succhi, appiccicato ai compagni, ammollato in una bagna.

E’ un chicco forte di un  proprio individualismo, solo un po’ più che al dente nel piatto. Un piatto che condensa sapori e profumi ed  emana  umori letterari in un gesto che guarda alla più pura tradizione culinaria milanese. (n.d.r. Nel caso si voglia allegare il testo originale di C.E.Gadda consultare  http://www.gadda.ed.ac.uk/Pages/resources/essays/risotto.php)

Risotto Patrio (Rècipe)

L’approntamento di un buon risotto alla milanese domanda riso di qualità, come il tipo Vialone, dal chicco grosso e relativamente più tozzo del chicco tipo Carolina, che ha forma allungata, quasi di fuso. Un riso non interamente «sbramato», cioè non interamente spogliato del pericarpo, incontra il favore degli intendenti piemontesi e lombardi, dei coltivatori diretti, per la loro privata cucina.

Riso nano Vialone veronese

Il chicco, a guardarlo bene, si palesa qua e là coperto dai residui sbrani d’una pellicola, il pericarpo, come da una lacera veste color noce o color cuoio, ma esilissima: cucinato a regola, dà luogo a risotti eccellenti, nutrienti, ricchi di quelle vitamine che rendono insigni i frumenti teneri, i semi, e le loro bucce velari.

Riso Carolina Greco

Il risotto alla paesana riesce da detti risi particolarmente squisito, ma anche il risotto alla milanese: un po’ più scuro, è vero, dopo e nonostante l’aurato battesimo dello zafferano.

Recipiente classico per la cottura del risotto alla milanese è la casseruola rotonda, e la ovale pure, di rame stagnato, con manico di ferro: la vecchia e pesante casseruola di cui da un certo momento in poi non si sono più avute notizie: prezioso arredo della vecchia, della vasta cucina.

Umbria – Campo di zafferano

Faceva parte come numero essenziale del «rame» o dei «rami» di cucina, se un vecchio poeta, il Bassano, non ha trascurato di noverarla ne’ suoi poetici «interni», ove i lucidi rami più d’una volta figurano sull’ammattonato, a captare e a rimandare un raggio del sole che, digerito dagli umani il pranzo, concocto prandio, decede. Rapitoci il vecchio rame, non rimane che aver fede nel sostituto: l’alluminio.

Antica casseruola di rame.

La casseruola, tenuta al fuoco pel manico e per una presa di feltro con la sinistra mano, riceva degli spicchi o dei minimi pezzi di cipolla tenera, e un quarto di ramaiolo di brodo, preferibilmente brodo al foco, e di manzo: e burro lodigiano di classe.

Burro, quantum prodest, udito il numero de’ commensali. Al primo soffriggere di codesto modico apporto butirroso-cipollino, per piccoli reiterati versamenti sarà buttato il riso: a poco a poco, fino a raggiungere un totale di due tre pugni a persona, secondo appetito prevedibile degli attavolati.

Né il poco brodo vorrà dare inizio per sé solo a un processo di bollitura del riso: il mestolo (di legno, ora) ci avrà che fare tuttavia: gira e rigira.

I chicchi dovranno pertanto rosolarsi e a momenti indurarsi contro il fondo stagnato, ardente, in codesta fase del rituale, mantenendo ognuno la propra «personalità»: non impastarsi e neppure aggrumarsi.

Burro, quantum sufficit, non più, ve ne prego; non deve far bagna, o intingolo sozzo: deve untare ogni chicco, non annegarlo.

Il riso ha da indurarsi, ho detto, sul fondo stagnato. Poi a poco a poco si rigonfia, e cuoce, per l’aggiungervi a mano a mano del brodo, in che vorrete esser cauti, e solerti: aggiungete un po’ per volta del brodo, a principiare da due mezze ramaiolate di quello attinto da una scodella «marginale», che avrete in pronto.

Rita Farneti.

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