Un nuovo progetto discografico, raffinato e prezioso, rende omaggio all’inestimabile eredità artistica del Maestro Lelio Luttazzi: il Luttazzi Legacy Trio, formazione composta da Manuel Magrini (pianoforte e arrangiamenti), Massimo Moriconi (contrabbasso), Giovanni Colasanti (batteria) featuring Lorenzo Bisogno (sax), presenta un album dal titolo omonimo – prodotto dalla Fondazione Lelio Luttazzi – che riscopre e rilegge lo sterminato repertorio dell’artista triestino, uno dei protagonisti più luminosi della cultura musicale e dello spettacolo italiano del Novecento.

Compositore, pianista, direttore d’orchestra, uomo di radio e televisione, attore, regista e scrittore, Luttazzi (Trieste, 1923-2010) ha attraversato un intero secolo con eleganza, ironia e un talento che non conosceva confini di genere.

L’album Luttazzi Legacy Trio include dieci brani, estratti con cura dal suo immenso archivio e restituiti al pubblico con una veste sonora del tutto inedita.

Lelio Luttazzi – Ph. Marinetta Saglio
Gli arrangiamenti di Manuel Magrini riescono nell’impresa di far risplendere composizioni originali di sorprendente modernità, preservando l’eleganza, lo swing e la verve ironica che hanno sempre contraddistinto lo stile del Maestro, proiettandolo al contempo nel panorama jazz contemporaneo.
L’album rappresenta un tassello fondamentale per la discografia jazz e d’autore italiana. Registrato presso gli Artesuono Recording Studios di Stefano Amerio, il vinile è impreziosito dalla copertina dell’artista Ugo Nespolo.

Afferma Manuel Magrini: «Sono rimasto colpito da subito dalla classe pianistica di Luttazzi e dalla bellezza dei suoi brani.
Scavando nel suo enorme repertorio ho trovato tanti tesori e mi sono stupito di come le sue composizioni si prestino ad essere reinterpretate utilizzando i linguaggi del jazz moderno, senza perdere nemmeno un briciolo della raffinatezza e dello humour che le contraddistingue.

Il Luttazzi Legacy Trio – Ph. Riccardo “Ricky” Modena
Nel disco Luttazzi Legacy Trio sono presenti alcune hit famose insieme a brani meno battuti, il tutto alternando i linguaggi ritmici tradizionali dello swing in “Canto anche se sono stonato” e della rumba in “Troppo Tardi” a sperimentazioni di vario genere come la funk ballad “Mi Piace“, dove Moriconi è presente in doppia veste di contrabbassista accompagnatore e bassista elettrico solista, i tempi dispari di “Eccezionalmente sì”, le riarmonizzazioni di “Non lo so” fino alle incursioni nel free jazz in “Una Zebra a Pois“.
Da notare, infine, una chicca presente in “Sono tanto pigro“, una sorta di swing svogliato e tirato indietro sul tempo, dove il nostro amato Lelio è presente in persona in veste di “sbadigliatore“».
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