domenica, 26 Settembre, 2021 2:26:19 PM

Franco Piras…su Montiferru a chisina

di Anna Landolfi.

E’ forse il più difficile dei miei rapporti. Non è mio desiderio commuovere nessuno. Non è mio volere polemizzare con nessuno. Redigere con profonda prostrazione ciò che accade nella regione più amata della nostra penisola, è quanto di più straziante possa capitare ad una giornalista il cui dovere è spiegare, informare, sperare di riflettere con il metro di misura che è la propria testa. Al popolo sardo, agli amici della Sardegna, all’Isola del Sole, a quella gente che vive tra le aspre montagne di questa eterna terra, agli alberi, al vento, alle sue mareggiate, agli scogli aguzzi che sfiorano il cielo, ai canti sardi, alle mani delle donne che tessono il filo dei telai, alla magia dei suoni delle launeddas, ai lunghi capelli corvini della bellezza sarda, ai volti degli uomini scavati dal sudore del lavoro…e sensa altre parole.

 

Su Montiferru a chisina di Franco Piras

Pro fimare custu Ifferru

solu s’abba est sa meighina

Ca tottu su Montiferru

Reduidu ana a chisina

A fogu ana faladu

a bonorchisi fu puntadu

e ab’atru monte de Suddie

Idumaiore s’ighina

Ca tottu su Montiferru

Reduidu ana a chisina

de Bonarcadu est partidu

Fintzas a Santulussulzu

Su populu tott’unidu

Pro sa idda in aculzu

E de Cugliari su monte

Brusandeche est s’ischina

Ca tottu su montifferru

Reduidu ana a chisina

Fintzasa Iscanu at tocau

Sennariolo este in fogu

A Portu alabe e calau

Ponendedi sa vida in zogu

Ca cheriat fulminau

ch’in su coro at postu ispina

Ca tottu su montifferru

Reduidu ana a chisina

De Usellus apo intendiu

fogù b’ada in cue puru

Mannu na chi este s’incendiu

Brusandeche tanca e muru

                     Poberu e poberu iscuru                        

                      Tottu sa zente mischina                        

                   Ca tottu e su Montifferru                     

                        Reduidu ana a chisina                           

Pro frimare custu Ifferru 

solu s’abba est sa meighina 

Ca tottu e su Montifferru 

    Reduidu ana a chisina    

Ph. Franco Piras.

Il Montiferru in cenere

per fermare questo inferno

solo l’acqua e la cura

perché di tutto il montiferro

hanno bruciato monte e pianura

hanno persino bruciato

del Gulcere Sat. Agostino

e anche il monte ha rischiato

del montiferru li vicino

parte dopo da Soddì

sino ad Ajdomaggiore la radura 

da Bonarcado e partito

sino a Santo Lussorio

dove il popolo unito

a passato il purgatorio

e di Cugliari la montagna

dove il fuoco fa paura

anche Scano di Montiferro

con Sennariolo a seguire

fuoco e cenere un aberro

che si rischia di morire

senti la gente pattire

e profonda e la tristura

per fermare questo inferno

solo l’acqua e la cura

perché di tutto il montiferro

hanno bruciato monte e pianura.

Riflessione di Franco Piras.

Faccio una riflessione personale, da scrittore a tavolino (non considerandomi un poeta), dove io nella poesia che sento profondamente come Sardo e in particolare come sostenitore della cultura Sarda espressa in canto, un canto arcaico millenario che ancora nelle nostre zone conserviamo e tramandiamo di generazione in generazione, in pura lingua Logudorese, voglio raccontare tutta la drammaticità degli eventi dolosi e non  che hanno e ancora continuano a bruciare la nostra amata Terra, per noi Sardi due volte Madre, nel sangue e nel cuore.

Non entro assolutamente in polemica con chi contro di chi o a favore di chi, ma semplicemente voglio raccontarvi e mettervi a conoscenza della drammaticità degli eventi avvenuti in questi 5 giorni tra il Montiferru, il Guilcer parte del Gennargentu e dell’alta Marmilla. Che se andate a vedere nella cartina delle Regioni storiche della Sardegna vi renderete conto che acchiappa, partendo dal Gennargentu sino ad arrivare al Montiferru una importantissima fetta dalla costa orientale alla costa occidentale.

Vi posso garantire che nel campo dello spegnimento operavano migliaia di persone dai vigili del fuoco alla forestale alla protezione civile, compagnie Barracellari di tutti i paesi interessati e non, vigili del fuoco arrivati in forze dalla Corsica, oltre a dieci Canadair, sei e forse più elicotteri, popolazioni intere, pastori e chi più ne ha più ne metta, si può dire che non e mancata certo la solidarietà.

Ma tutto questo non e bastato a fermare sino ad oggi il fronte mostruoso del fuoco che a arso al suolo oltre 20.000 ettari di boschi e foreste millenarie, pascoli, aziende ovili, case strutture private o pubbliche come le poste di Cuglieri, sono ste sfollate migliaia di persone, i volontari e chi preposto allo spegnimento che dalla mattina e tutta la notte anno dovuto cedere per stanchezza, addirittura senza che si fermassero neanche per mangiare un boccone. Oggi noi Sardi piangiamo e soffriamo come soffre la nostra amata Terra dove il manto nero avanza distruggendo il verde.

Ses una vera, terra mia amada

M’impresso a tie mancari ses brusada

Sei un gioiello terra mia amata

Mi stringo te anche se sei bruciata

Anna Landolfi.

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