La spinta creativa di Corrado Veneziano è una sussurrata ma potente istanza di scotimento e provocazione.
L’occasione di un’estesa mostra antologica evidenzia quanto il filo d’oro della sua ricerca sia una co-articolazione dell’immaginario e dei codici linguistici in un contesto visionario capace di spostare lo sguardo dal confort di un’estetica classica, dunque familiare, a nuovi sentieri di pensiero interpretativo.

Nel suo rivolgersi ai grandi maestri non si confronta soltanto con la indiscutibile statura di ognuno di essi ma – con certosina costanza da archeologo dei linguaggi – registra ciò che in apparenza si mostra come dettaglio o sfumatura per rivelarsi poi caposaldo di attuali aperture ermeneutiche.
L’autorialità che emerge dai tratti riconoscibili di opere che hanno sancito l’estetica del canone classico s’innerva in un dialogo vitale con simboli e linguaggi della contemporaneità.

La nascita di Venere da Botticelli, evocando Cavalcaselle – 2024
Olio e acrilico su tela, cm 150 x 200
Tra ordine e disordine, tra la bellezza del rinascimento italiano e l’incompiutezza segnata dal passo della velocità dell’oggi, le tele di Veneziano sono un invito ad entrarvi: un ambiente elegante e rigoroso, visionario e possibilista, provocatorio e solenne, dove la contraddizione lascia farsi spiegare dall’ermeneutica in un gioco erudito ma avvicinabile a tutti.
Francesca Barbi Marinetti è una critica e curatrice d’arte.
È membro del CdA del Maxxi (Museo nazionale delle Arti del XXI secolo), e membro del CdA dell’Azienda PalaExpo (Palazzo delle Esposizioni, Macro, il Mattatoio) di Roma Capitale.
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