mercoledì, 17 Giugno, 2026 5:18:38 AM

Bari – E anche la “Leggenda” Sonny Rollins ci lascia

di Antonio Pisani.

Mentre il jazz si appresta a celebrare Miles Davis e John Coltrane nel centenario della loro nascita, il mondo della musica piange una delle figure più importanti della scena degli anni Cinquanta e Sessanta: Sonny Rollins.

Lo storico sassofonista è morto per fibrosi polmonare il 25 maggio, nella sua casa di Woodstock, New York. Aveva 95 anni ed era nato ad Harlem, «capitale nera» del jazz, il 7 settembre 1930.

La sua popolarità ha valicato i generi, portandolo, nel 1981, nei solchi di «Tattoo You» dei Rolling Stones e, nel 2013, in un episodio dei Simpson.

Il suo stile era caratterizzato da un suono robusto, da un acuto senso dell’umorismo strumentale e da una spiccata ingegnosità melodica e armonica, qualità che lo resero una voce rivoluzionaria quanto quella del suo contemporaneo John Coltrane.

Tra le sue composizioni originali entrate stabilmente nel repertorio jazzistico figurano brani come “Airegin”, “Doxy” e “Oleo”. È stato definito da molti — forse tutti — il “miglior improvvisatore vivente”.

Jazzista tra i più importanti e figura centrale della musica nera degli anni ’50 e ’60 — il periodo d’oro — era ancora in vita e soprannominato “Saxophone Colossus” dal titolo del suo album capolavoro.

Aveva smesso di esibirsi nel 2012 e, due anni dopo, si era ufficialmente ritirato a causa di una malattia respiratoria, pur continuando a essere considerato un’istituzione.

Era a tutti gli effetti ritenuto uno dei più grandi improvvisatori di sempre, insieme a John Coltrane, Charlie Parker e Miles Davis, con i quali ha suonato e condiviso i grandi palchi.

Nato nel 1930 a New York, Sonny Rollins iniziò da giovane col pianoforte per poi passare al sassofono. Crebbe nel quartiere di Harlem, dove scoprì la musica di Coleman Hawkins — uno dei suoi riferimenti — e il bebop di Charlie Parker, che pose le basi per l’hard bop mescolando blues e gospel.

Suonò da giovanissimo con futuri protagonisti del jazz come Jackie McLean, Kenny Drew e Art Taylor, quindi decise di intraprendere la carriera solista.

Nei primi anni Cinquanta registrò con artisti del calibro di Miles Davis, Charlie Parker, Thelonious Monk e il Modern Jazz Quartet; tre dei brani da lui composti — “Oleo”, “Airegin” e “Doxy” — entrarono stabilmente nel repertorio jazzistico

Quegli anni furono anche i più problematici a causa della dipendenza dall’eroina, che nel 1950 lo portò a trascorrere quasi un anno in carcere.

Dopo un periodo di riabilitazione tornò nel 1956 con il suo capolavoro, Saxophone Colossus, in cui Rollins introdusse composizioni con ritmi calypso — inediti per il genere — ispirati alle tradizioni caraibiche trasmesse dai genitori, divenute una cifra della sua musica.

Il successo arrivò alla fine del decennio, con il debutto alla Carnegie Hall e gli album Way Out West, Freedom Suite e A Night at the Village Vanguard.

Subito dopo, insoddisfatto e in cerca di nuove sonorità, decise di prendersi una pausa. Per due anni, tra il 1959 e il 1961, trascorse le giornate sotto il ponte di Williamsburg ad esercitarsi: sedici ore al giorno, tutti i giorni.

Un gesto così iconico che, nel 2016, qualcuno avviò una petizione per rinominare il ponte in suo onore, iniziativa che però non ebbe seguito da parte dell’amministrazione newyorkese.

Il suo disco di ritorno, The Bridge (1962), fu un grande successo e, secondo alcuni, si distaccò dalle innovazioni contemporanee del free jazz di Ornette Coleman e dagli esperimenti seminali di Miles Davis e John Coltrane.

Il contratto con la Impulse! Records e alcune pause dalle registrazioni portarono Rollins a riprendere a incidere con continuità dagli anni Settanta, contaminando i suoi brani con influenze fusion e R&B; e, fino al ritiro, rimase uno dei jazzisti più amati e apprezzati al mondo.

Le sue composizioni, al tempo stesso intense e meditative, lo hanno consacrato come l’ultimo grande protagonista di un’epoca irripetibile. Con la sua scomparsa, il jazz perde il filo diretto con la generazione che ne ha scritto le regole fondamentali.

About Arti Libere

Guarda anche

Francesco Miniaci – Pythagòras feat. Falaut Flute Orchestra

Prodotto da Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei principali store online da BELIEVE DIGITAL, mercoledì …

Lascia un commento