domenica, 4 Dicembre, 2022 9:44:16 AM

Teatro alla Scala: Giselle Produzione in streaming

di Giulia Volturno.

Breve storia del Balletto.

Il libretto di Giselle, un balletto in due atti, una trama romantica, poetica e drammatica fu scritto da Théophile Gautier insieme a Henry Vernoy de Saint-Georges. Gautier trasse ispirazione da una raccolta di storie leggendarie tedesche intitolata De l’Allemagne di Heinrich Heine, che racconta di figure fatate, spiriti e ninfe. Alcuni dei soggetti fondamentali nel periodo Romantico erano rappresentati proprio da sembianze eteree e sensibili, vestite di bianco quasi smaterializzate. Gautier grazie a un componimento poetico di Victor Hugo, Fantömes, riprese il racconto della crudeltà del destino di una giovane donna stroncato da un ballo durato fino all’alba, trascinata dalla passione per la danza. Pertanto dedicò il secondo atto di Giselle alla figura delle Villi, presenze spirituali che fanno parte della cultura popolare mitologica celtica, vivono nei boschi, negli stagni, sono figure femminili morte prima del matrimonio, appaiono esclusivamente di notte. Gautier dapprima intitolò il suo balletto Les Willis, ma immediatamente percepì l’impossibilità di realizzare tale idea abbandonandola. In seguito ad un confronto con Henry Vernoy de Saint-Georges nacque, grazie alla loro collaborazione, un canovaccio. Il balletto di Giselle debuttò il 28 giugno all’Opéra di Parigi nel 1841. Le coreografie furono eseguite da Jean Coralli e Jules Perrot, mentre le musiche furono scritte da Adolphe Adam eccetto il famoso pas de deux dei due contadini nel primo atto, fu aggiunto successivamente con musica di Frédéric Burgmüller, infatti nel corso degli anni fino ad oggi sono state integrate altre parti. Tra i primi ballerini ci fu Lucien Petipa nei panni di Albtrecht-Loys, mentre la prima Giselle fu Carlotta Grisi. Una delle danzatrici più conosciute nel mondo della danza nell’Ottocento, aveva già frequentato i diversi teatri europei, ancor più visibilità le fu data grazie all’interpretazione di questo ruolo, danzò anche nella produzione londinese del 1842. Il ruolo di Giselle secondo Gautier era il più adatto per la Grisi, ballerina molto espressiva, da lui molto apprezzata e perdutamente amata. Già diciasettenne la ballerina si era esibita a Parigi e nel 1940 entrò a far parte dell’Opéra, facendo crescere la sua popolarità, ma con Giselle amplificò la sua fama di perfetta ballerina tanto che lo stesso Gautier scrisse che ormai la Grisi avrebbe potuto essere messa “in prima fila accanto alla Essler e alla Taglioni”. Marius Petipa riprese questo balletto, in Russia nel 1884, danzato al teatro Mariinskij. Tra gli altri interpreti più ricordati e più applauditi ci sono Carla Fracci e Rudolph Nureyev nelle vesti rispettivamente di Giselle e Albrecht.

Carla Fracci.

Carla Fracci e Rudof Nureyev.

Giselle, è una contadina che vive con la madre Berthe in un villaggio della Renania Medievale. In occasione della festa della vendemmia, Giselle insieme a tutti i giovani del villaggio si rallegrano del piacevole evento danzando. La ragazza conosce un giovane forestiero di nome Loys, dall’aria semplice e popolare, attratta immediatamente danza con lui e se ne innamora. In realtà Loys è il principe Albrecht, nasconde la sua vera identità alla giovane per conquistare il suo amore. Hilarion, un guardiacaccia, innamorato di Giselle, molto geloso, scopre la vera identità di Loys attraverso lo stemma della sua spada e il mantello. La festa del villaggio continua e la bella Giselle ignara di tutto continua a danzare, nonostante i continui consigli della madre che le ricorda di non sottoporsi a sforzi eccessivi, preoccupata per le condizioni precarie di salute della ragazza. Il suono del corno introduce l’arrivo nel villaggio di una compagnia, impegnata in una battuta di caccia, tra cui c’è la promessa sposa Bathilde di Albrecht con il tutto il suo seguito. Hilarion nel frattempo svela la vera identità di Albtrecht, provocando il suo incontro con il corteo reale. La povera Giselle incredula e tanto innamorata, delusa e disperata afferra la spada e tenta in vano di uccidersi. Rivive i brevi momenti di felicità trascorsi con Albtrecht, anche quando lei prova il suo amore contando i petali di un fiore. La pena per l’inganno, la delusione è troppo forte, pertanto impazzita muore a causa del dolore tra le braccia della madre. Dopo la sepoltura nella foresta, Giselle è accolta dalle Villi e dalla loro regina Myrtha. Le Villi sono gli spiriti delle ragazze morte prematuramente, prima delle nozze, si vendicano nella notte di ogni uomo che trovano nel loro regno. Hilarion si reca sulla tomba di Giselle, ma le Villi lo porteranno alla morte facendolo danzare fino allo sfinimento delle forze. Intanto anche Albtrecht, è alla ricerca della tomba. Lo spirito di Giselle apparso davanti a lui tenterà di difenderlo dalla forza delle Villi e di Myrtha, figure soprannaturali, danzando con lui. Al sorgere del sole le Villi si ritireranno, mentre Giselle rimarrà con il suo giovane amato salvandolo. Lei sfuggita dal regno delle Villi potrà ritornare a giacere nella sua tomba.

Recensione.

Il balletto di Giselle trasmesso esclusivamente in modalità streaming, registrato presso il Teatro alla Scala il 30 gennaio, ha dato la possibilità a tanti appassionati di danza, critici ed esperti del balletto di poter fruire liberamente di tale opera, trasmessa sul canale Raiplay. A causa della pandemia, ormai è quasi un anno che molti teatri divulgano gratuitamente i propri spettacoli, hanno aperto gli archivi, stanno dando la possibilità ad un vasto pubblico di beneficiare del patrimonio canoro, poetico, teatrale e ballettistico. La coreografia portata in scena è stata la versione di Yvette Chauviré, protagonista nelle vesti di Giselle, nel lontano 1950. La novità di tale produzione sta nel fatto che il direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, Manuel Legris, abbia voluto omaggiare una ballerina scaligera, dando lustro anche alla danza italiana, offrendo una gradevole freschezza di giovani ballerini, accompagnati dalla sublime Orchestra del teatro diretta dal Maestro Koen Kessels. Una versione inedita del Balletto in cui due atti sono stati danzati da due coppie distinte di interpreti di Giselle e Albtrecht, infatti nel primo atto i primi ballerini protagonisti sono stati Martina Arduino e Claudio Coviello; nel secondo Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko. Una modalità di scelta che ha sicuramente distolto la monotonia e l’uniformità, dal momento che la personale capacità interpretativa di ogni ballerino ha arricchito la bella danza “pura”, aggiungendo valore alla stessa coreografia. Martina Arduino è stata una travolgente e mirabile sorpresa, ha debuttato nel suo ruolo, con eleganza e grazia nel movimento, donando sensibilità interpretativa emozionale e precisione nella tecnica accademica.

Carla Fracci e Eric Bruhn, “Giselle”, American Ballet (1969)

La dolcezza del suo volto ha dato grande emotività sia nei momenti più passionali e ludici che in quelli drammatici. Le lunghe braccia hanno reso circolare e ampio il movimento, mentre il suo corpo snello si è mosso con leggiadra e abile attività dei piedi sulle scarpine da punta, velocissima e puntuale nei giri. Verosimile l’interpretazione della pazzia e della morte, con una mimesi essenziale ma al tempo stesso ricercata. Molto forte e ben rappresentata è stata la performance dei ballerini in ambedue gli atti, la prestanza nei salti e la robustezza della tecnica, la bella figura nel portamento e le lunghe linee dei muscoli delle gambe hanno lasciato un ottimo segno nello svolgimento dei passi, trasmettendo l’intrinseca bellezza delle forme plastiche prodotto dal movimento, entrando adeguatamente nella parte che ognuno ha dovuto ricoprire: Marco Agostino nel ruolo di Hilarion, Mick Zeni come il Duca di Courland. Antonella Albano e Nicola Del Freo hanno danzato nel pas de deux dei contadini, con prestigiosa energia, raggiungendo un’intesa all’unisono dei corpi. Sguardi espressivi e vitali per trasmettere la baldanza giovanile in un momento di festa messo in scena nel primo atto di Giselle. Marta Romagna ha interpretato la principessa Bathilde, elegante e precisa. Mentre Virna Toppi nelle vesti di Myrtha, nel secondo atto, ha trascinato il pubblico nel misterioso e inquietante mondo fatato delle Villi. Leggera e spedita nel movimento si è rivelata essenziale nel coordinamento motorio, pregevole esempio di lavoro e impegno nella sua carriera di ballerina. Un Corpo di Ballo femminile nei due atti, che energicamente ha riempito la scena con costumi allegri e festosi delle contadinelle, infondendo quel coinvolgente fascino delle masse danzanti essenziale nel balletto di repertorio, dei veri e propri tableaux incastonati in una incantevole scenografia, soprattutto accompagnati da quelle musiche entrate nella memoria collettiva tanto da volerle quasi canticchiare.

Il secondo atto o “atto bianco”, rappresentato dalle ballerine in tutù bianco elegante che conserva il suo classico fascino, ha regalato un movimento corale e preciso trascinando il pubblico in quel mondo lunare e stregato, che ogni volta ci riporta impalpabilmente al senso della vita. La forza femminile che minaccia e sottomette l’uomo annientandolo, in quest’ultimo atto è predominante, rispecchia il pensiero coreografico Ottocentesco che ruotava intorno al corpo femminile, alla femme fatale, al ruolo attivo della donna non solo esteticamente attraente, ma volitivo, piacevolmente sicuro di sé.

Una nota critica è rivolta sia alla regia non meticolosamente coordinata nei piani, sia alle luci poco curate del secondo atto.

Di importante rilievo in questa edizione è stato il coinvolgimento della storica ballerina Carla Fracci, voluto dal direttore Manuel Legris, per evocare l’étoile nell’indimenticabile interpretazione di Giselle insieme a Rudolf Nureyev del 1980. Esattamente la Fracci aveva lasciato la compagnia già da parecchi anni, e con tanta emozione è tornata per svolgere una masterclass essenziale per i danzatori, anche in diretta streaming, rivolta al perfezionamento interpretativo ed emotivo dei ruoli dei ballerini. È stato un incontro arricchente che ha delineato la mimica dei momenti salienti del balletto, soprattutto del primo atto, legati alla fervida gioia amorosa, alla scoperta del tradimento, e infine al dramma della morte. La Fracci nell’intervista resa durante la serata del debutto ha sottolineato l’importanza del lavoro interpretativo dei danzatori, necessario in alcuni balletti per raccontare lo svolgimento delle scene, dei sentimenti e di tutte le situazioni che si legano ai gesti della tecnica accademica e che fanno la Storia del Balletto, necessari affinché la narrazione sia percepibile considerando l’ineffabilità della danza. L’amorevole e sensibile atteggiamento della Fracci, la maniacale attenzione al dettaglio ha commosso i giovani ballerini, rafforzandoli nel percorso costruttivo tecnico-coreografico, necessario e complementare all’attività di danzatore.

Complessivamente lo streaming ha regalato al vasto pubblico l’illusione di sedere anche se virtualmente in una poltrona della platea del Teatro alla Scala e avere la possibilità di assistere a una prima serata.

Giselle Balletto in due atti di Jules-Henry Vernoy de Saint-Georges da Théophile Gautier

Musiche Adolphe Adam

Coreografia Jean Coralli – Jules Perrot

Ripresa coreografica Yvette Chauviré

Scene e costumi Aleksandr Benois

rielaborati da Angelo Sala e Cinzia Rosselli

Direttore  Koen Kessels

Corpo di Ballo del Teatro alla Scala diretto da Manuel Legris Orchestra del Teatro alla Scala

Produzione Teatro alla Scala

Giselle

Atto I: Martina Arduino

Atto II: Nicoletta Manni

Albrecht

Atto I: Claudio Coviello

Atto II:  Timofej Andrijashenko

Il Duca di Courland  Mick Zeni

La Principessa Bathilde Marta Romagna

La madre di Giselle Deborah Gismondi

Hilarion  Marco Agostino

Wilfried Christian Fagetti

Il Gran Cacciatore Giuseppe Conte

Passo a due contadini Antonella Albano,  Nicola Del Freo

Sei amiche di Giselle Marta Gerani, Christelle Cennerelli, Stefania Ballone,

Camilla Cerulli, Agnese Di Clemente, Denise Gazzo

Myrtha, Regina delle Willi Virna Toppi

Due Willi Alessandra Vassallo, Vittoria Valerio

E il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

Giulia Volturno.

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