venerdì, 14 Agosto, 2026 11:07:02 AM

Torino – Grande successo per il centenario di Susanna Egri

Un colmo Teatro Carignano ha tributato lo scorso giovedì 16 luglio un trionfo straordinario a SUSANNA EGRI: IL CENTENARIO, il secondo attesissimo grande appuntamento delle celebrazioni dedicate a una delle figure più importanti e rivoluzionarie della danza italiana ed europea.

L’evento, inserito nell’ambito del prestigioso festival Torinodanza Extra ha registrato la presenza di oltre 440 persone tra il pubblico della storica sala torinese.

La platea, calda e profondamente partecipe, ha visto numerosi operatori, giornalisti della stampa locale e di settore, oltre a importanti rappresentanti istituzionali della Città di Torino, dell’intera governance del Teatro Stabile, del Festival Torinodanza, del Teatro Regio e della Film Commission Piemonte.

La serata si è aperta in un’atmosfera di rara e vibrante commozione. Susanna Egri ha accolto il pubblico all’interno di una scenografia che ha portato gli spettatori a immergersi nella sua dimensione più intima e personale, restituendo l’impressione di trovarsi nel salotto di casa sua: una poltrona, un tavolino, una lampada e lei, comodamente seduta.

Nella borsetta, come sempre, la celebre bambola ritrovata nella valigia di suo padre, l’indimenticabile Erno Egri Erbstein, allenatore e artefice del Grande Torino, dopo il tragico incidente aereo di Superga.

Quella stessa bambola da cui Susanna non si separa mai da circa ottant’anni e che oggi abita molti dei suoi lavori, non ultimo l’opera audiovisiva “La Volontà del mare”.

Con un monologo impeccabile, lucido e avvincente, Susanna Egri ha aperto le danze di Istantanee” (spettacolo creato da lei nel 1953) empatizzando immediatamente con la platea, rapita da un invito generoso, aperto e privo di nostalgie, capace di traghettare la memoria storica verso la pura energia creativa.

Susanna Egri, ha presentato e raccontato in prima persona lo storico spettacolo, spiegandone la genesi, l’evoluzione e l’impatto pionieristico che ebbe fin dai suoi albori.

L’opera, che già all’epoca appariva estremamente d’avanguardia per l’essenzialità del suo linguaggio, ha svelato una straordinaria contemporaneità in una rivisitazione scenica scarna, priva di luci elaborate, con cambi di scena aperti e visibili, in cui i titoli delle scene si sono fusi indissolubilmente con la purezza della danza.

Afferma Susanna Egri: ”È stato molto bello sentire che quel balletto che io ho creato 73 anni fa quando ero ventenne, era così nuovo per i tempi di allora e lo è anche adesso.

All’epoca stavo vivendo tempi di guerra, la gente di oggi, qui, non sa cosa sia vivere dentro una guerra, ma io la stavo vivendo ed è proprio in quel momento che ho voluto creare un’opera così.

E poi c’è “La Volontà del Mare”, questo ultimo lavoro, diretto e musicato da Giorgio Ferrero, dove, tra le altre cose, compaiono le parole della lettera che mi scrisse mio padre e che continuano a generare commozione e interesse da parte del pubblico, che mi chiede di poterla diffondere, soprattutto tra i giovani, perché dalle parole di mio padre possono imparare molto.”

Subito dopo “Istantanee”, l’emozione in sala è infatti proseguita con la proiezione in anteprima dell’opera audiovisiva

La volontà del mare, diretta e musicata da Giorgio Ferrero con le coreografie della stessa Egri. Un’anteprima del lungometraggio in lavorazione per il 2027 “La ragazza che voleva tuffarsi”.

L’opera traspone in immagini, suoni e poesia il legame profondo di Susanna con il mare, simbolo di un orizzonte infinito, resilienza e libertà femminile, in cui risuonano le parole indimenticabili della lettera paterna, lasciando nel pubblico un segno indelebile.

A seguire, la ripresa di “Cantata Profana: Il Cervo Fatato”, imponente opera realizzata dal coreografo co-direttore Raphael Bianco e dedicata a Susanna Egri in occasione del suo centesimo compleanno lo scorso 18 febbraio a Verbania.

Ispirata alla partitura di Béla Bartók, la coreografia ha riletto la leggenda dei nove cervi trasformandola in una riflessione universale sulla libertà e sul legame generazionale.

“È difficile spiegare a parole quanto io mi senta fortunato e fortunati anche i danzatori della compagnia e tutti gli artisti che gravitano attorno a Susanna, perché lavorare con lei è qualcosa di molto speciale.

Ma in particolare io, come coreografo, sento questa importante presenza di radici che lei ha portato come elemento fondante in tutto il lavoro anche di insegnamento.

Lei ha sempre detto: ‘Dovete radicarvi in una tradizione, nel passato, nella storia che vi rappresenta e che vi racconta, per poi poter evolvere.

“L’albero del Cervo Fatato” rappresenta benissimo questo concetto, quello che è il percorso non solo di Susanna ma anche il mio: radici profonde da cui però si ergono e si snodano rami, che hanno traiettorie completamente diverse.

Ecco, in questo senso anche lo spettacolo Brides of God rappresenta perfettamente il rapporto con l’arte e la danza con Susanna.” Raphael Bianco.

E a chiudere la trionfale serata, come ultimo attesissimo tassello, è stata proprio l’acclamatissima prima assoluta di Brides of God”, il nuovo lavoro firmato da Raphael Bianco nato da una residenza artistica tra l’India e l’Italia e ispirato alla figura storica delle Devadasi, le danzatrici sacre dei templi indiani.

La performance ha sprigionato sul palco del Carignano una potenza espressiva e ipnotica incredibile: il gruppo di danzatrici e danzatori della Compagnia EgriBiancoDanza si è dimostrato impeccabile e millimetrico nella coralità dei movimenti, pur restando straordinariamente fedele alla forte personalità e identità di ciascun interprete.

Il tutto grazie anche al prezioso contributo di Antonella Usai, consulente alla drammaturgia e coach di danza classica indiana bharatanatyam, il cui lavoro ha accompagnato il dialogo tra il linguaggio contemporaneo della compagnia e gli elementi tecnici, simbolici e rituali della tradizione coreutica indiana.

A rendere l’esperienza totalmente immersiva è stata inoltre la travolgente musica dal vivo di Cristina Mercuri, la cui partitura sonora pulsante e il ritmo incalzante hanno letteralmente stregato la platea, impedendo di distogliere lo sguardo dal palcoscenico anche solo per un istante, prima dell’esplosione finale in un applauso intenso e lunghissimo, confermando il Centenario di Susanna Egri come uno dei momenti culturali più alti e significativi del 2026

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