venerdì, 9 Ottobre, 2026 1:01:03 AM

Davvero never complain never explain?! – II parte

di Rita Farneti.

Non c’è dubbio che, in quel periodo, stesse cercando una nuova direzione per la propria vita. Parlava continuamente di voler lasciare l’Inghilterra, soprattutto a causa del trattamento che riceveva dai giornali.

Credo non abbia mai compreso appieno perché le sue intenzioni, sinceramente buone, venissero derise dai media, né perché sembrassero perennemente decisi a screditarla.

È un fatto sconcertante. L’unica spiegazione che mi do è che la bontà autentica rappresenti una minaccia per chi si colloca all’estremo opposto dello spettro morale. 

Vale la pena ricordare che, tra le tante ironie che hanno caratterizzato la vita di Diana, forse la più grande era proprio questa: una ragazza che portava il nome dell’antica dea della caccia finì per essere la persona più braccata dell’epoca moderna.

Lei vorrebbe che oggi ci impegnassimo a proteggere i suoi amati figli, William e Harry, da un destino simile; ed è ciò che faccio qui, Diana, a tuo nome.

Non permetteremo che soffrano quell’angoscia che spesso ti riduceva alla disperazione e alle lacrime. E inoltre, in nome di tua madre e delle tue sorelle, prometto che noi, la tua famiglia di sangue, faremo tutto il possibile per proteggerli per continuare a guidare questi due giovani eccezionali con la stessa lungimiranza e creatività, affinché le loro anime non siano semplicemente soffocate dal dovere e dalla tradizione, ma possano esprimersi liberamente.

Rispettiamo profondamente l’eredità in cui sono nati e continueremo sempre a sostenerli e incoraggiarli nel loro ruolo reale; tuttavia riconosciamo quanto sia importante che sperimentino quanti più aspetti possibili della vita, per prepararsi spiritualmente ed emotivamente agli anni che li attendono.

So che non vi sareste aspettati nulla di diverso da noi. William e Harry, oggi i nostri pensieri e il nostro affetto sono stati interamente rivolti a voi.

Continuate a guidare questi due giovani eccezionali con la stessa lungimiranza e creatività, affinché le loro anime non siano semplicemente soffocate dal dovere e dalla tradizione, ma possano esprimersi liberamente, come avevate previsto.

Rispettiamo profondamente l’eredità in cui sono nati e continueremo sempre a sostenerli e incoraggiarli nel loro ruolo reale; tuttavia, proprio come voi, riconosciamo la necessità che sperimentino quanti più aspetti possibili della vita, per prepararsi spiritualmente ed emotivamente agli anni che li attendono. So che non vi sareste aspettati nulla di diverso da noi.

William e Harry, oggi i nostri pensieri erano tutti rivolti a voi

con profonda apprensione.

Siamo tutti profondamente scossi. 

So che non vi sareste aspettati nulla di meno da noi. William e Harry, oggi i nostri cuori sono straziati per voi. Siamo tutti dilaniati dal dolore per la perdita di una donna che non era nemmeno nostra madre. Non possiamo nemmeno immaginare quanto sia grande la vostra sofferenza.

Vorrei concludere ringraziando Dio per le piccole consolazioni che ci ha concesso in questo momento terribile: per aver accolto Diana nel momento in cui era più bella e radiosa, e quando la sua vita privata le donava gioia.

Soprattutto, rendiamo grazie per la vita di una donna che sono così orgoglioso di poter chiamare mia sorella: l’unica, complessa, straordinaria e insostituibile Diana, la cui bellezza – interiore ed esteriore – non svanirà mai dalle nostre menti (liberamente curato e tradotto da Rita Farneti).

In questa orazione funebre Charles Spencer sottolineava che la sorella non aveva bisogno di titoli, prevenendo  da una famiglia aristocratica, gli Spencer (il cui lignaggio era ben più antico rispetto a quello dei Windsor), aveva il grande dono dell’intuizione e dell’empatia che le consentivano, forse per le sofferenze subite, di entrare in contatto col dolore altrui, intercettando la sofferenza nel suo angolo più nascosto e profondo.

Forse questo solleticava particolarmente la curiosità morbosa dei media,lei che portava il nome della dea della caccia e che in realtà era diventata the most hunted person of the modern age.

Tutto questo dolore per Charles Spencer verrà rispettato e sarà cura della famiglia Spencer proteggere  William e Harry per consentire loro di vivere quella  vita vera che la madre per loro avrebbe voluto.

A distanza di quasi 30 dalla morte della Principessa del Galles, esce il libro del Conte Spencer dal titolo significativo ovvero Il canto del cigno Diana mia sorella, un memoir nel quale l’autore racconta e si racconta al tempo stesso.

E forse tutto questo è stato avvertito come intollerabile dai Windsor, tanto che re Carlo III, senza far decantare il subbuglio che il testo avrebbe comunque suscitato, ha sentito il bisogno di “agire”  attraverso un comunicato ufficiale, in netta contrapposizione col never complain never explain che aveva connotato la condotta della madre.

La Casa reale, che per principio evita di commentare i libri dedicati alla famiglia, ha fatto sapere: “Sua Maestà è consapevole che il dolore di un fratello può offuscare la ragione, influenzare il giudizio e dare ai ricordi sfumature che altri non riconoscono, anche molti anni dopo una perdita”.

Il sovrano ha inoltre ribadito la posizione tradizionale dei Windsor sui memoir:

“Comunque non rispondiamo ai libri,

come principio”.

A sostegno dell’allora principe Carlo, fonti vicine a Buckingham Palace citate dal Daily Telegraph, hanno affermato che in quei giorni fosse “paralizzato dal dolore”.

Le stesse fonti ricordano inoltre che Carlo avrebbe sfidato il protocollo reale per garantire a Diana un funerale cerimoniale con tutti gli onori e avrebbe insistito perché la bara, al rientro da Parigi, fosse avvolta dal Royal Standard.

Forse questa smentita così veloce oltre a riattivare nei figli un dolore che mai sarà sopito in qualche modo rappresenta una mossa difensiva troppo affrettata che potrebbe muovere il sospetto che alcune frasi del testo siano più vicine alla verità di quanto lo stesso marito, ora monarca, sarebbe mai disposto ad ammettere.

Nel negare magari potrebbe celarsi un senso di colpa per un matrimonio che ad entrambi aveva procurato dolore, ma maggior sofferenza era rimasta nel cuore e nella mente dei figli, che in questo caso nelle argomentazioni di Carlo e Charles  rischiano di diventare pallottole di una ulteriore guerra, obbligando al delicatissimo compito di dover riraccontare a George, Charlotte e Louis, Archie e Lilibet chi sia stata la nonna e chi siano   veramente il nonno e  il prozio  Spencer.

Mi capita spesso di pensare come il dolore, piuttosto che mantenersi  sentimento  privato ,sempre  vero e dunque rispettabile, possa diventare  più facilmente risentimento, un vissuto da non coltivare più nel proprio privato:

certo questo non lo rende  meno degno, ma mi sconcerta comunque  corra il rischio di essere  usato proprio come un’arma per pareggiare conti e riportare ,inconsapevolmente o meno, su una scena altra coloro che ancora se ne sentono vittime.

Fuori dunque da quella sfera  privata, protetta dalla discrezione, che è misura della capacità di tollerare la ferita profonda che comunque ognuno di noi  si porterà per sempre dentro.

About Arti Libere

Guarda anche

Gaetano Barbella – Il Piedino del Bambino Gesù

di Gaetano Barbella. Avvincente storia, questa della chiesa della Madonna dell’Orto, una delle più belle …

Lascia un commento