lunedì, 16 Maggio, 2022 9:32:07 AM

La magia dei presepi di Quartucciu

di Anna Landolfi.

Per molti e spero di essere in errore, l’arte è un’opzione superflua alla vita quotidiana. Non sono necessari chissà quali “studi” per potere apprezzare un quadro, un’opera lirica o assistere ad una rappresentazione teatrale. Considerare l’arte o la cultura argomenti non necessari, è un ingenuo pensiero di massa che, se si riflette bene, non ha un senso. Le mani stesse di un bambino che scarabocchia con i colori su un foglio di carta, è già operazione d’arte. L’arte è tutto ciò che un uomo fa d’istinto. Potrà sembrare una sciocchezza, ma se ti ritrovi a fischiettare una canzone, hai già attivato il tuo naturale comportamento emozionale.

Dubito di coloro i quali dicono: “…la cultura non fa per me.” O anche: “…la cultura non mi interessa.” Se pensiamo che sia sufficiente fare solo di conto, è un errore. Il cinema è arte. Quanti conosciamo la bellezza del grande schermo. Recitare è un’arte. Ma anche lavorare di scalpello. Ricamare. Forgiare il ferro. Cantare, scrivere, ballare… Non c’è atto quotidiano in cui quello che si fa è pieno di emozione. E un’emozione è legata ad una sensazione e la sensazione appaga, soprattutto quando è provocata. E per provocarla sono necessari spazi in cui poter “procurare” quelle emozioni. A pochi chilometri dalla splendida Cagliari, c’è un centro culturale che si prodiga per sensibilizzare i suoi concittadini, con le attività della cultura del luogo. Non ho un sinonimo che possa sostituire la parola cultura. Un popolo ha la sua identità: è la sua storia. La storia di un popolo è la sua cultura, parola di origine latina che significa coltivare.

E’ questa la genesi di un popolo: la coltivazione delle sue tradizioni e la tutela della sua identità. E qui a Quartucciu, il Centro Culturale DoMus Art, si attiva per far questo. Nell’ex casa Angioni, struttura sostenuta dal Comune di Quartucciu, il sindaco Pietro Pisu e l’assessore alla cultura Elisabetta Contini, hanno partecipato ad un evento organizzato da Marco Lutzu e dedicato alle festività del Natale: “Identità e Valore, tra passato e presente”. La programmazione che si protrarrà fino all’8 gennaio 2022, propone manifestazioni di interesse sociale. Il ritorno alla vita comune è un traguardo importante per la crescita di una comunità. Nonostante il grande disagio che stiamo vivendo, la vita non si è fermata. Ed è proprio in questo centro culturale che resto incantata dalla mostra di presepi realizzati artigianalmente con ognuno, un profondo amore per la natività. Ancora più sorpresa è quando un cortese signore, dopo avere visto tutti presepi, mi accompagna ad un tavolo di voto. A conclusione della mostra, sarà premiato il presepe che meglio ha rappresentato la magia della natività. Zucche che diventano stalle per accogliere il Bambino. Miniature di terracotta, legni, sugheri, vetro, carta, tessuti… Tutti materiali di origini umili, che vivono la dolcezza del paesaggio natalizio. Bella difficoltà quella del voto. Mi sono lasciata tentare e l’ho fatto. Forse non sarò stata “leale”, ma lasciata sola dal signore gentile, sperando nesuno mi vedesse, li ho votati tutti.

Certamente sono presepi di autore. La breve permanenza nel centro, non mi ha dato il tempo per focalizzarmi su di loro. Ma ogni presepe ha una sua personale visione della tradizione che S. Francesco rivoluzionò con il rito della Messa di Natale così come vissuta da Giuseppe e Maria: in una stalla. L’umiltà del santo, riproponeva quella stessa “povertà” nella quale nacque Gesù.

Prima di lasciare il centro, vengo sommersa dal vocìo di bambini entusiasti di partecipare ad una lezione di come si lavora l’argilla. Indaffarati con gli insegnanti nel vastissimo salone sormontato da un palco, capisco quanta didattica sia necessaria per investire sul quel patrimonio sociale che le future generazioni erediteranno. La formazione artistica e sociale che il Centro Culturale DoMus Art propone con le sue attività, insieme al contributo delle amministrazioni locali, sia il messaggio più meritevole di speranza per un domani migliore. Per tutti.

Anna Landolfi.

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