mercoledì, 1 Febbraio, 2023 12:06:41 AM

La stampa d’Arte e l’Impressionismo

La redazione.

La stampa d’Arte e l’Impressionismo sino a domenica 15 gennaio 2023 a Palazzo delle Arti Beltrani di Trani (BT).

Ancora una settimana per visitare la mostra con alcune opere dei più grandi maestri dell’arte incisoria.

Ancora una settimana per visitare la mostra “La stampa d’Arte e l’Impressionismo”, allestita a Palazzo delle Arti Beltrani a Trani (BT), organizzata dall’Associazione culturale ‘L’Ebanista di Trani in collaborazione con il ‘Centro d’Arte Michelangiolo’.

Sino a domenica 15 gennaio 2023 sarà possibile ammirare in esposizione alcune opere dei più grandi maestri dell’arte incisoria come Honorè Daumieur, Eugène Delacroix, Felix Bracquemond, Henri de Toulouse-Lautrec, Giuseppe De Nittis, Henri Fantin-Latour e tanti altri.

La luce ed il colore: questi sono stati i punti di partenza dell’idea geniale dell’impressionismo.

Ma come è possibile accordare un’acquaforte o una litografia, che sono essenzialmente ‘segno’ con la ‘luce’ ed il ‘colore’?

Potrebbe sembrare un controsenso, data l’inconciliabilità tra impressionismo e processi di stampa. L’eliminazione della linea, punto fondamentale dell’idea impressionista, trova un nuovo aspetto nella sperimentazione della tecnica incisoria.

L’esigenza è stata quella di trovare un procedimento tecnico che garantisse l’effetto a macchia nella produzione incisoria.

Una foltissima schiera di precursori, tecnici e sperimentatori hanno spianato la strada agli impressionisti e le loro esperienze sono state determinanti per i futuri esiti grafici della stampa impressionista.

 

 

Da Manet a Pissarro, da Delacroix a Bracquemond, da Toulouse-Lautrec a Fantin-Latour, a Daumier, quasi tutti si sono dedicati all’incisione.

Il genio trascinatore di tutti gli artisti del tempo è stato Felix Bracquemond, pilastro portante di tutta la grafica prodotta dagli impressionisti; quasi tutti hanno infatti appreso qualcosa da questo artista, che ha svelato segreti e prestato il suo studio e i suoi torchi.

L’esposizione merita attenzione anche per alcune chicche tra cui un autoritratto ad olio, proveniente da una collezione privata e mai esposto prima, dell’artista disegnatore, incisore e pittore tranese Antonio Piccinni (Trani, 14 maggio 1846 – Roma, 26 gennaio 1920), discendente dalla famiglia del musicista barese Niccolò Piccinni e allievo del grande pittore napoletano Domenico Morelli che lo definì “il Re dei Disegnatori”.

Di Piccinni proprio nella Pinacoteca Ivo Scaringi si conserva, assieme ad altre opere, anche L’Avaro, la cui versione all’acquaforte fu presentata all’Esposizione universale di Parigi del 1878.

Partecipò a 45 esposizioni in diversi Paesi, sue opere furono acquistate dai Reali d’Italia e di altri Paesi, da Musei e collezionisti di tutto il mondo. Molte delle sue incisioni sono oggi nella raccolta della Galleria degli Uffizi di Firenze e in collezioni private in Italia e all’estero.

Nell’ambito della storia dell’immagine, molto spazio è stato dedicato alla pittura ed alla scultura, meno invece alla grafica nei suoi due aspetti fondamentali: il disegno e la stampa.

Il disegno è stato visto come un elemento preparatorio all’opera pittorica: la prima idea ad un’elaborazione più complessa. Esso, infatti, ha una immediatezza, una rapidità che lo rende adatto all’annotazione ed impedisce all’idea di sfuggire.

La stampa, invece, è apparsa come un metodo rapido di riproduzione qualitativamente inferiore alla pittura e questo, forse, ne ha offuscato l’importanza come opera d’arte autonoma.

Essa possiede in sé, invece, un proprio linguaggio, una rilevanza come mezzo rapido di diffusione culturale, sia a livello popolare sia a livello colto.

La mostra nasce proprio dalla volontà di sottolineare che l’incisione originale (comunemente chiamata grafica) non è un’arte accessoria a pittura e scultura, ma può dar vita a dei veri e propri capolavori.

L’esposizione ha come finalità principale di far scoprire questa forma d’arte poco conosciuta, valorizzandola come espressione di arte autonoma, perfettamente rispondente alle esigenze di alcuni artisti.

Non un’arte minore, dunque, come spesso considerata, bensì un’arte a sé stante, con una compiutezza espressiva che può raggiungere livelli eccezionali, esattamente al pari di pittura e scultura.

Orari di apertura della mostra:

la mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle 18:00.  Informazioni: tel. 0883500044,

e-mail info@palazzodelleartibeltrani.it

È possibile acquistare i biglietti direttamente presso il botteghino del Palazzo delle Arti Beltrani. 

Ingressi: 4,00 euro ticket intero; 2,00 euro ticket ridotto over 65, docenti, minori, studenti.

Nel biglietto di ingresso è inclusa la visita alle collezioni della Pinacoteca Ivo Scaringi.

Il Presidente dell’associazione L’ebanista con L’autoritratto di Antonio Piccinni.

Varcare la soglia di Palazzo Beltrani significa poter conoscere la duplice valenza di contenitore e contenuto del Centro Culturale Polifunzionale della città di Trani ed apprezzarlo sia dal punto di vista architettonico che come scrigno di tesori, uno su tutti la Pinacoteca Ivo Scaringi.

Essa raccoglie, oltre ai quadri del maestro Scaringi, anche opere di proprietà comunale.

Nella Pinacoteca sono custodite le collezioni ‘Ladogana’ e ‘Matteo Masiello’, e saloni dedicati all’Ottocento, in cui spiccano il busto di Giuseppe Beltrani dello scultore romano Giulio Tadolini e le opere del già citato artista tranese Antonio Piccinni, e al Novecento in cui, oltre a quadri di importanti esponenti italiani del periodo, si possono ammirare anche litografie di Dalì, Chagall, Picasso e Mirò. Un vero viaggio attraverso secoli gravidi di storia, racconti appassionanti e grande bellezza.

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