martedì, 5 Luglio, 2022 9:07:23 PM

Omaggio a Franco Corelli

di Giovanni Ferruccio Labella.

“Celeste Aida, forma divina, mistico serto di luce e fior, del mio pensiero tu sei regina,

tu di mia vita sei lo splendor. Il tuo bel cielo vorrei ridarti, le dolci brezze del patrio suol,

un regal serto sul crin posarti, egerti un trono vicino al sol!”   Aida, atto I.

Tra i grandi interpreti del melodramma, Franco Corelli, rappresenta una stella di rara bellezza nell’immenso panorama musicale. Si è scelto di ricordare quest’artista, poiché l’8 aprile ricorre il centenario della nascita e l’aria dall’Aida ne ricorda la sua vocalità. Dario Corelli (il suo vero nome) nasce ad Ancona l’8 aprile del 1921. Terminati gli studi, come geometra prima e poi in Legge, su suggerimento di un amico baritono, decide di dedicarsi al canto lirico. La voce sorprende! Tenore lirico drammatico, dotato di una grande estensione e caratterizzato da un timbro scuro e dallo smalto romantico. Di bell’aspetto, ama praticare dello sport. Debutta al Teatro di Spoleto nel personaggio di Don José nella Carmen nell’agosto del 1951. Il pubblico è letteralmente conquistato dalla voce e dal fisico. Lo stesso i critici. L’anno seguente è convocato al Teatro dell’Opera di Roma, canta Giulietta e Romeo di Riccardo Zandonai, Adriana Lecouvreur con Maria Caniglia, Boris Godunov con Boris Christoff e alle Terme di Caracalla in Carmen con Giulietta Simionato e Pia Tassinari. Il successo è strepitoso. Franco Corelli è definito tenore lirico drammatico eroico romantico per la particolarità della sua voce e per la difficoltà del repertorio operistico che può affrontare. Dotato di un fisico atletico e asciutto, alto 1,84 cm, viso affascinante, sguardo penetrante, è considerato un vero divo hollywoodiano. Punto di forza della bellezza statuaria sono le gambe. Il Nostro lo capisce subito dopo i primi spettacoli estivi. Lo comprendono gli impresari dei teatri che gli propongono ruoli che meglio valorizzano voce e fisico. Il pubblico femminile è accontentato. Con l’appellativo di gambe d’oro o di coscia d’oro, Franco Corelli da inizio a una folgorante carriera.

Franco Corelli (1921-2003)

La lunga carriera da protagonista.

Nel 1953 è applaudito al Teatro Comunale di Firenze nella Guerra e Pace di Prokofiev e poi nella Norma di Bellini accanto a Maria Callas. Pochi mesi dopo, a Trieste, ancora con Maria Callas, in Norma, avviene la consacrazione definitiva. Sono gli anni della renaissances del bel canto. Maria Callas aveva recuperato Armida di Rossini e Medea di Cherubini imponendosi sulla scena internazionale. Così, per l’inaugurazione della stagione scaligera del 1954, si sceglie di riportare in auge La Vestale di Gaspare Spontini (cantata nel 1909 da Ester Mazzoleni e diretta da Arturo Toscanini). La direzione del Teatro chiede a Maria Callas di scegliere il cast, oltre a Ebe Stignani e Nicola Rossi Lemeni, suggerisce il nome del tenore tra Mario Del Monaco e Giuseppe Di Stefano. La Callas impone il nome di Corelli. E’ la prima di tanti spettacoli memorabili. Si ricorda Fedora nel 1956 e Il Pirata nel 1958. C’è chi parla di un neo romanticismo! La regia è affidata a Luchino Visconti e la direzione al Maestro Antonino Votto. L’attenzione della stampa internazionale è clamorosa. Franco Corelli è il nuovo principe dei tenori! Rievoca un’artista del passato: Giacomo Lauri Volpi (1892-1979), e fa tesoro dei suoi preziosi suggerimenti. Immediatamente la carriera prende il volo. E’ chiamato in tutti i teatri italiani e in quelli esteri, da Lisbona a New York, da Vienna a Londra e a Parigi. Bello tra i belli, divo fra le dive. L’Adriana Lecouvreur con Magda Olivero e La forza del destino con Renata Tebaldi al San Carlo di Napoli, Il Trovatore con Leontyne Price a Salisburgo e La Fanciulla del west con Gigliola Frazzoni a Milano, sono alcuni spettacoli indimenticabili. E’ doveroso ricordare le prodezze vocali di Franco Corelli.  

 

Ebe Stignani (1903-1974)                      Giulietta Simionato (1910-2010)

Come non pensare alla leggendaria Tosca del 1967 al Teatro Regio di Parma, dove nel II atto scandisce “VittoriaVittoria” con un fiato interminabile e poi nel III atto nell’aria “E’ lucean le stelle” introduce le smorzature in crescendo! Lo stesso si può ascoltare nel I atto di Aida registrata nel 1966. E ancora Ernani, Don Carlos, La Gioconda, Andrea Chenier, Faust e I Pagliacci portati in tour nei teatri americani. Recite di carattere storico, invece, sono le inaugurazioni al Teatro alla Scala. Il 7 dicembre 1960, Franco Corelli canta nel Poliuto con Maria Callas. Compie un’acrobazia vocale, dal FA diesis passa al DO di petto senza prendere fiato! Un altro successo è ne La battaglia di Legnano, con Antonietta Stella andata in scena il 7 dicembre 1961. L’anno seguente, nel 1962, canta i difficili Ugonotti con un cast di altissimo livello: Joan Sutherland, Giulietta Simionato, Fiorenza Cossotto, Nicolaj Ghiaurov, diretti da Gian Andrea Gavazzeni. L’interpretazione è magnifica. Il pubblico in delirio. Le calze maglie risaltano le belle gambe, l’abito scuro evidenzia il fisico glabro.  

Corelli nel mondo.

Il 7 dicembre 1963 è Turiddu nella Cavalleria Rusticana per il centenario della nascita di Pietro Mascagni. Infine, il 7 dicembre 1964, il ruolo a lui più congeniale: Calaf dalla Turandot, dove sfoggia i suoi famosi DO di petto. Franco Corelli è affiancato dal soprano svedese Birgit Nilsson, compagna ideale di tantissime recite, e risulta il vero trionfatore della serata. All’attività operistica si aggiunge quella concertistica in giro per il mondo. E’ uno dei partner preferiti da Renata Tebaldi. Vienna, Tokyo, New York, tributano delle calorose ovazioni con interminabili applausi.

 

Maria Caniglia (1905-1979)                   Renata Tebaldi (1922-2004)

 

Boris Cristoff (1914-1993)                     Giuseppe Di Stefano (1921-2008)

Degni di nota sono le numerose registrazioni discografiche. La Norma con Maria Callas del 1960 è ancora oggi considerata un punto di riferimento; la Turandot con Birgit Nilsson e Renata Scotto; Il Trovatore con Gabriella Tucci; Il Faust con Joan Sutherland; il Romeo e Jiuliette con Mirella Freni; la Carmen con Leontyne Price e in seguito con Anna Moffo; i duetti con Renata Tebaldi nel 1973. Nel 1976, dopo una Bohème a Torre del Lago Puccini, Franco Corelli, si ritira a vita privata, a 55 anni, nel pieno dei mezzi vocali. L’unica eccezione è un concerto di beneficenza organizzato per il suo 60° compleanno nel 1981.

Il gala nell’Auditorium dell’Accademia di Santa Cecilia.

Franco Corelli si è sposato nel 1958 con il soprano Loretta Di Lelio, figlia del celebre baritono Umberto, che gli è rimasta accanto per tutta la vita. E’ stato spesso invitato a presiedere corsi di perfezionamento e di canto (tra i tanti giovani si menziona Andrea Bocelli). Nel centenario verdiano del 2001, durante la serata di gala nell’Auditorium dell’Accademia di Santa Cecilia, presentata da Pippo Baudo, all’invito rivolto a Franco Corelli a uscire in scena, il pubblico si alzò in piedi accogliendolo con un lunghissimo applauso. In prima fila si notavano Riccardo Muti, Giulietta Simionato, Franco Zeffirelli, Renata Scotto e tanti altri. Corelli, visibilmente emozionato sussurra alcune parole a Baudo: “Sembra di tornare indietro di tanti anni, ai concerti con Renata Tebaldi!”.

 

Mario Del Monaco (1915-1982)             Maria Callas (1923-1977)

E’ l’ultimo abbraccio con il suo pubblico. Una terribile malattia aggredisce la forte fibra. Il 29 ottobre 2003, dalla clinica milanese dove era ricoverato, giunge la notizia funesta. Franco Corelli non c’è più. Negli ultimi giorni di vita, aveva espresso il desiderio di farsi riascoltare nelle registrazioni. La sua voce risuona ancora una volta…e per sempre nei cuori dei suoi tanti ammiratori.

A Franco Corelli il comune di Ancona ha intitolato il Teatro delle Muse e la prestigiosa casa discografica Warner-Fonit-Cetra ha pubblicato un cofanetto contenente i migliori brani operistici.

Giovanni Ferruccio Labella.

 

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One comment

  1. Non conoscevo Franco Corelli, molto interessnte.

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