martedì, 27 Luglio, 2021 7:43:59 AM

Rebecca Iannone, le attitudini di una stella

a cura della Redazione.

Sì che nascono le stelle. E senza doverle nemmeno cercare in chissà quali spazi infiniti. Giovanissimo talento, è in scena piccolissima e senza nemmeno esserne consapevole. Non ha scelta, nasce in un contesto già previsto: il teatro. E’ come un pesciolino che nasce nell’acqua: il suo “universo” è l’acqua, non sa che esistono altri mondi. Così per Rebecca Iannone. Scoprirà nel tempo che esistono altri universi, altri spazi e curiosa quale è, saprà viverli tutti. Nel frattempo ha una formazione di danzatrice classica. Solidi studi che le permetteranno di percorrere un futuro speciale, un futuro riservato alle stelle. Rebecca Iannone, si spiega così:

Nascere “figlia d’arte” è un privilegio. Ha “respirato” la danza che non era ancora nata. Sarebbe stata una “strada” diversa se non fosse andata così?

Sicuramente è un privilegio avere due genitori artisti. Sin da piccolissima, ho respirato l’aria del teatro, del palcoscenico. Non so se avrei percorso un’altra strada, ma sicuramente quella che sto percorrendo mi piace molto.

Quindi il percorso di danzatrice lo avrebbe comunque intrapreso. Dimentichiamo il contesto familiare: ha amato la danza indipendentemente da questo?

Sì, mi ha sempre affascinato e tutt’ora continua a farlo.

                                   Rebecca Iannone.

La danza è l’arte più sofisticata del Teatro. E’ tra le forme di espressione artistica che più si avvicina alla spiritualità. Il corpo, la sua leggerezza, la sua natura plastica. Lei è un talento: sarebbe stata comunque un’artista?

Il talento è un dono, ma non basta. Bisogna continuare a studiare perfezionandosi sempre più, fino a raggiungere gli obiettivi prefissi.

Bene, la sua sincerità è premiabile. Vivere in casa con due artisti, non condiziona la sua scelta di essere danzatrice. E’ convinta che senza il loro supporto, questa “strada” l’avrebbe percorsa comunque?

Essere figlia di due artisti non ha condizionato in alcun modo la mia scelta di vita e quello che è il mio percorso. Sicuramente la loro presenza costante, il loro esempio, sono per me pane quotidiano, uno stimolo a fare meglio e a spingermi oltre.

Alla sbarra si avvicina prestissimo. Giovanissima, ha le qualità ereditate. Insegnanti che le hanno permesso di crescere e quelli che la stanno facendo crescere? Quali?

Ho iniziato a studiare danza classica e successivamente danza moderna, avendo mamma come insegnante, per poi proseguire il percorso formativo di danza classica, con papà.

 

            Antonella Di Noia                          Domenico Iannone ph. Gennaro Guida

Già piccolissima e già “nota”. Sono certo che “loro” non c’entrano. Era ancora tra le “ali” di una cicogna e già era in scena protetta da una “Titania” in un “Sogno di una notte di mezza estate”. Poi a sei mesi lei sul palcoscenico con un “Promessi sposi” al teatro Socrate di Castellana Grotte. Promo, video e per Guido Di Leone, danza una sua composizione musicale. Potrebbero sembrare piccole cose, invece non è così: sono le basi di un suo futuro. Che futuro spera?

Un futuro roseo, nonostante sia un mondo difficle. Ho tante speranze, tanti sogni nel cassetto e so altrettanto bene che realizzarli costeranno sacrifici, forza di volontà e tanto studio.

Sa bene, però che molti sogni hanno bisogno di molte ore di studio. E’ disposta a questa “realtà”?

E’ una realtà che vivo quotidianamente, in quanto il mio percorso di studio, parallelo a quello fatto nelle sale di danza, è frequentare il liceo coreutico.

Mi scuso se le sembro “severo”. Ho l’umiltà di “conoscere” l’universo danza e so che è un mondo di rinunce e sacrifici. Il suo futuro sarà un domani che lei dovrà costruire. Se desidera “quel” futuro, a cosa rinuncerebbe?

Non so a cosa rinuncerei…do per certo che le rinunce ci saranno, importanti e meno importanti.

La sua giovane età, però, m’incanta parecchio ma non abbastanza: ho fiducia nei giovani ma anche tanta perplessità. Sa perché? Perché è un vero peccato quando noi “adulti” riconosciamo doti donati dal Cielo che si perdono nel corso del tempo. Sa in cosa ho fiducia però? Sul fatto che due “angeli custodi” la vegliano in casa. Le fa piacere o la…turba?

Mi ritengo una ragazza “fortunata”. Avere a casa, come dice lei, “due angeli custodi”, che mi guidano, che mi spronano e mi supportano in ogni mia scelta, è senz’altro un privilegio che non tutti hanno. Per questo motivo il loro starmi affianco, il loro vegliare è per me fondamentale.

La scelta di frequentare il Liceo Coreutico “Pino Pascali” di Bari, suggerita dal papà, è una grande “mossa” di saggezza: ho conosciuto una generazione di danzatori un po’, come dire “somarelli”. Non che abbia inciso sulle loro carriere artistiche, ma lo studio fa molta differenza. E’ d’accordo?

Lo studio come la dedizione e la costanza è fondamentale nel percorso di un danzatore. E’ lo studio oltre al talento, che fa la differenza.

Non l’annoio più. Ma ho bisogno di chiederle un sogno: sa, noi “adulti”, non abbiamo mai smesso di sognare. E’ certamente una caratteristica generazionale. Lei, però è “figlia” di genitori di quella generazione di sognatori. Ci confida un sogno?

Figlia di una generazione di sognatori: eccomi qua! Tanti sogni, sì… Sogni che mi proiettano in un mondo magico e tanto, tanto difficile. Danzare nelle più prestigiose compagnie e calcare palcoscenici altrettanto importanti. Questi i miei sogni…

Principesse si nasce. Attenti: alludo alla nobiltà d’animo e non a teste coronate di gemme che brillano e che comunque sempre pietre sono. Rebecca Iannone ha quell’eleganza innata, indubbiamente frutto di “combinazioni” che la Natura non programma, non progetta, nè pianifica. Nasce naturalmente nobile. Quella nobiltà interiore combinata con una spiccata intelligenza e, perchè no, anche alla sua dolcezza.

La Redazione.

Le immagini e i testi potrebbero essere soggetti a copyright.

In copertina, Rebecca Iannone.

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