di Gaetano Barbella.
Allegoria di Laurent de La Hyre
Questo artista ha dipinto “Allegoria della geometria” nel 1649:

Era un pittore colto ed era interessato alla matematica e questo spiega il tema della geometria che lui ha voluto rappresentare. Era un grande amore che trasmigra nel figlio Philippe de La Hire che fu un noto e importante matematico e astronomo, oltre che valente pittore.
Ma si può veramente dire che Laurent de La Hyre concepì la trama di quest’opera, per predire l’avvenire della geometria, così come risulta dalla mia trama geometrica che ho predisposto sull’immagine seguente?

Cominciamo con la piramide di Cheope che ho disegnato, soprattutto col segno della linea verde che è la forza rigeneratrice della vita del faraone Cheope.
È una mia concezione, assolutamente nuova, però Laurent de La Hyre ha disegnato sulla carta un cerchio che ho colorato in verde che sembra individuarla.
La linea F è posizionata in modo che AF sia la sezione aurea del tratto AF rispetto ad AG. La linea G deriva dall’incrocio di molte altre linee.
Non poteva conoscerla come l’ho conosciuta io, uno studioso della Piramide di Cheope. Da essa deriva poi la stella a 13 punte della terra per rappresentare la nuova astronomia che riconosce il tredicesimo segno della costellazione di Ofiugo. Non più l’Astrologia dei dodici segni.
Questa concezione nuova ha inizio dalla posizione della piramide sulla destra, segnata dalla linea rossa.
Si guardi il seguente grafico della piramide che poggia su una parabola per rappresentare il vascello di Cheope d’oltretomba, una rappresentazione ideale geometrica.

Per capire vedasi “Lo Zed della Piramide di Cheope”, un mio saggio pubblicato dal sito Altro Giornale di cui al link: http://Lo Zed della Piramide di Cheope
E poi col seguente grafico dimostro chiaramente con un altro segno, predisposto da Laurent de La Hyre, la predizione della tredicesima costellazione di Ofiugo.

Sembra che Laurent de La Hyre abbia concepito il concetto del tredicesimo segno di Ofiugo inclinando opportunamente il cavalletto del dipinto, ma è un’idea assolutamente nuova. Tuttavia va detto che la terra è raffigurata col serpente un modo pe rappresentare Ofiugo.
Allegoria di Nicola Giolfino.
Il pittore Nicola Giolfino dipinge “Allegoria della geometria”, con un affresco anni ’30 del XVI sec.
A differenza di Laurent de La Hyre non era interessato come lui, nella matematica. Tuttavia giunse alla stessa previsione della costellazione di Ofiugo.

L’affresco è molto più semplificato rispetto a quello di Laurent de La Hyre, ma il risultato dell’opera è decisamente impostato per credere che l’autore intendesse veramente concepire l’idea di una geometria capace di rappresentare la costellazione di Ofiugo. Ma è una concezione nuova ignota al suo tempo e così ancora oggi.

E poi la presenza della piramide a sinistra, come il caso precendente di Laurent de La Hyre, completa la sua previzione sull’origine della geometria con il segno di Ofiugo che si lega ad essa.
Ma quest’idea non poteva essere veramente conscia in Nicola Giolfino. Oppure no, e le linee che mi sono servite per interpretare la previsione di Ofiugo e il resto, rientra nell’arte interpretativa degli artisti, ma non conscia.
Allegoria di un autore ignoto.

Quest’opera è un disegno fatto a china su carta di 23.5 x 20.6 cm, della Scuola Emiliana del XVIII Secolo,di autore ignoto e coservato dalla Casa D’Aste di Brescia, Capitolium Art.
Una leggiadra signora ammantata ha nella mano destra un bastone e con la sinistra mostra un compasso come se fosse un emblema che segna una misura fondamentale di una nuova vita. Un nuovo sistema di misura.
Sulla sinistra è disegnato un masso su cui poggia un martello che sembra legato al potere del bastone. È un segno in opposizione del compasso, come se volesse indicare il carattere vitale di una nuova vita forgiata in modo virulento.
Per esempio il forgiare di una spada straordinaria. La signora è coronata con un inserto vegetale come se fosse una straordinaria laureanda appena riconosciuta dalla scuola del cosmo. Manca solo il diploma di laurea ma è come se si vedesse.

Ho detto, è come si vedesse il diploma di laureanda perché lo mostra il compasso con due linee tangenti a un cerchio.
E poi è l’apertura del compasso che divide esattamente in tredici la circonferenza. Tutto inizia con la traiettoria del bastone, lo scettro di comando con il segno della forgia del martello che batte continuamente per generare nuove vite dal carattere indistruttibile. Di qui inizia l’anno del tredici e non più del dodici, il nuovo tempo di Ofiugo.
Dunque spostando il concetto di Ofiugo nei due parametri dell’Astrologia e Astronomia, questa costellazione poteva far concepire l’idea del modo di considerare la Morte e la Vita.
Ma non essendo palese l’idea in merito nel campo dell’arte ― dei due artisti Laurent de La Hyre e Nicola Giolfino e nemmeno nell’autore ignoto ― , si potrebbe pensare che questa mia idea di Morte e Vita riguarda il tempo presente, ma ancora da venire.
E allora, siccome non è ancora cosciente nel mondo l’idea della Vita, ovvero di un Eros non mortale ma vivente, con la mia presente previsione, perfettamente documentata “geometricamente”, si può pensare che veramente la Morte sia al suo limite per far rinascere la Vita.
Ricordando che all’esordio della Creazione l’uomo era maschio-femmina immortale. Allora la Geometria di Ofiugo può considerarsi il potere di un chirurgo ideale per farla rinascere, una sorta di Intelligenza, non Artificiale, ma connaturata nell’uomo da venire.
Una memoria del recente passato

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