di Gaetano Barbella.
Due cerchi in evidenza della Meridiana Grande
fanno apparire maestosa la stella settenaria,
l’eptagramma, la magnificenza della
Gerusalemme celeste
dell’Apocalisse di Giovanni.

Una volta che il Tutto vola in cielo con le ali dell’Antigravità compare la stella settenaria, l’eptagramma matematico segnato dai cerchi in evidenza sulla Meridiana Grande. È la magnificenza della Gerusalemme celeste dell’Apocalisse di Giovanni.
< Poi venne uno dei sette angeli, che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli, e mi parlò: “Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello”.
L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio.
Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele.
A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello.
Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro per misurare la città, le sue porte e le sue mura. > (Ap 21.9:11 CEI 2008).

I puntini verdi della stella e del quadrato
si legano al capo e al braccio di Renato Ausenda.
E poi la descrizione della « cinta della città »
< È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. > (Ap 21.12 CEI 2008)
< Colui che mi parlava aveva come misura una canna d’oro per misurare la città, le sue porte e le sue mura. La città è a forma di quadrato: la sua lunghezza è uguale alla larghezza. L’angelo misurò la città con la canna: sono dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono uguali. > (Ap 21.15:16 CEI 2008)
< In essa non vidi alcun tempio:
il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello
sono il suo tempio.
La città non ha bisogno della luce del sole,
né della luce della luna:
la gloria di Dio la illumina
e la sua lampada è l’Agnello.
Le nazioni cammineranno alla sua luce,
e i re della terra a lei porteranno il loro splendore.
Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,
perché non vi sarà più notte.
E porteranno a lei la gloria e l’onore delle nazioni.
Non entrerà in essa nulla d’impuro,
né chi commette orrori o falsità,
ma solo quelli che sono scritti
nel libro della vita dell’Agnello. > (Ap 21.22:27 CEI 2008)

Notare i punti verdi segnati sulla stella che corrispondono a parti del corpo dello scultore Renato Ausenda, l’autore di questa straordianaria opera della previsione della venuta dell’Agnello dell’Apocalisse di Giovanni e il nuovo uomo immortale della Terra.
E poi altri punti verdi nella successiva immagine che segnano il punti di forza dello scultore fervente studioso di studi Junghiani.
« Una fusione di filosofia, religione e psicologia – racconta Renato Ausenda, Renè per gli amici – oltre a ben 15 anni di studi junghiani (circa 12 mila pagine) e un tormentato percorso personale.
Attraverso diverse simbologie, è un auto analisi alla scoperta dell’uomo, delle sue contraddizioni, del valore della conoscenza. »[1]
Il ricorso della geometria in una fotografia della Madonna di Fatima del Portogallo.
La cappellina delle apparizioni a Fatima di Portogallo.
Fonte: https://www.fanpage.it/roma/la-statua-originale-della-madonna-di-fatima-sara-a-roma-perche-e-stata-richiesta-e-come-vederla/

La cappellina della Madonna Fatima di Portogallo in armonia con la Sezione Aurea.
La statua è alta 104 centimetri, scolpita nel 1920 dall’artista portoghese José Ferreira Thedim.
A Fatima la statua della Madonna è custodita nella cappellina delle apparizioni, dove nel 1917 la Vergine Maria secondo la Chiesa cattolica è apparsa sei volte ai tre pastorelli Lucia dos Santos, Giacinta Marto e Francesco Marto, di dieci, sette e nove anni, consegnando loro i “Segreti di Fatima”.

Straordinaria coincidenza della struttura edile e arredi della cappellina con una serie di tracciati geometrici all’insegna della Sezione Aurea. Da restare stupefatti! Che dire? Semplicemente, una pura coincidenza? Ma è estremamente riduttivo da non accettare!
Credere nel mistero di Dio, questo ci dice la fotografia suddetta che non può essere una contraffazione, è la pura realtà in cui sono intervenute due volontà del mistero, due straordinari Io al Servizio Superiore.
Il primo è un architetto spirituale che ha suggerito occultamente come fare la cappellina di Fatima e i suoi arredi, il secondo ha suggerito occultamente al fotografo la posizione esatta della sua machina fotografica per scattare la fotografia.
Chi non è matematico non può capire quanto sia complessa nell’insieme la serie di “coincidenze” matematiche che appaiono nel caso in esame.
È come una macchina tutta orientata a dimostrare il legame geometrico con la Madonna di Fatima. Più chiaramente è come se fosse un insieme di persone, anzi un popolo di “geometri” a testimoniare il loro legame alla Madonna di Fatima. Anzi a riconoscerLa Regina e farLe da Reame e Trono.
Fine.
[1]Fonte: https://silvabos-ufficiostampa.blogspot.com/2007/10/la-storia-di-rene-artista-dellardesiala.html
Arti Libere Web magazine di arte e spettacolo
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