sabato, 4 Dicembre, 2021 11:06:04 AM

Marisa Salatino, sceneggiattrice del disegno

di Gianni Pantaleo.

Ci sono linguaggi di espressioni immediate. Racconti di sequenze di atti in corso di esecuzione, immagini fermate nel momento in cui accadono. E’, forse, la più complessa tecnica per descrivere una storia: il disegno. Difficoltoso è sceneggiare una storia raccontata con il disegno. E questo è lavoro di adattare un testo così che possa diventare una sequenza mostrata col disegno: il fumetto. Presentiamo oggi, una sceneggiatrice e disegnatrice dal talento silenzioso, dedita al lavoro e dalla visibilità lontata da luci che accechino. Un apprezzamento condiviso da una parte di coloro i quali operano nelle arti e che presentano i loro lavori con il solo scopo di portare il lettore, in quella dimensione che è la fantasia. Lei è Marisa Salatino.

Una forma di linguaggio immediato, velocemente apprendibile: il fumetto. Forse il più creativo dei linguaggi per “raccontare” una storia. Il disegno. Il tratto. La linea. Universo infinito per narrare un’avventura. Un vero e proprio film narrato col disegno. Quanto lavoro c’è per riportare col disegno, una storia?

I tempi sono molti vari e dipendono tutti da persona a persona, come in tutti i lavori artistici del resto. Se lavori da self puoi gestirti il tempo come preferisci, se invece sei sotto una casa editrice il tempo lo decidono loro.

Considero il fumetto una delle espressioni letterarie delle arti visive. Da Hugo Pratt a Will Eisner, tantissimi sono stati i disegnatori ma anche gli sceneggiatori. Un fumetto non è solo un “disegno”. C’è molto di più. Lei è una sceneggiatrice e anche una disegnatrice: quando si è preparata per questa professione?

Circa quattro anni fa ho cominciato a scrivere, ma solo dallo scorso anno ho deciso che avrei fatto della sceneggiatura una professione.

Quali le scuole che preparano a questa professione?

Solitamente in una qualsiasi scuola di fumetto nel mezzo spunta sempre un corso sulla sceneggiatura, questo perché le scuole ti preparano a diventare un autore completo. Durante il percorso però in molti si specializzano su una o più strade.

E’ più che una professione. I disegnatori di fumetti, sono artisti, gli sceneggiatori, autentici autori di opere letterarie. Non è un lavoro per tutti: quali le caratteristiche necessarie e, ammetto, non comune per tutti…

Sarà banale ma è così, la fantasia. Seriamente senza quella non vai da nessuna parte. Subito dopo la voglia di sperimentare, la ricerca del nuovo, e perché no anche prendersi l’onere di quello che già esiste, i così detti cliché.

Quindi se si volesse intraprendere la carriera dello sceneggiatore di fumetti o del disegnatore di fumetti, la fantasia non basta….è così?

Come dicevo prima è necessaria ma da sola non basta, avere solo fantasia può aiutarti a realizzare qualcosa di “unico” ma se non sei in grado di mischiare bene le parole non sarai mai in grado di dar forma alla tua storia. La “forma” il modo in cui presenti la storia al pubblico è molto importante, oltre questo serve ricerca, conoscenza, anche quando si realizza una storia fantasy. Il lettore deve immergersi nel racconto e perché questo avvenga ciò che legge deve cercare di essere il più reale possibile.

                                        Palazzo Ferrero (XV-XVI sec.)

E’ un luogo comune pensare che i fumetti siano “arti sequenziali” (Will Eisner) solo per ragazzi?

Personalmente credo di si. I fumetti variano a seconda del target che coprono. Possono essere infatti di solo intrattenimento, ma anche educativi. Io personalmente apprezzo molto quelli d’avventura. Per questo un adulto potrebbe tranquillamente lasciarsi coinvolgere da una storia a fumetti, perché esse sono in grado di “acchiappare” chiunque, c’è ne per tutti insomma. Per non parlare del fatto che molti artisti coinvolgono anche solo con il disegno e li l’adulto è fregato, l’occhio si incolla sulle pagine e rende la lettura un meraviglioso viaggio che vorresti non finisse mai.

                                      Will Eisner, fumettista. (1917-2005)

Eppure gran parte delle sceneggiature sono pensate per i giovanissimi. Crede sia anche un valore di formazione culturale per i ragazzi così che possano sensibilizzarsi alle arti del disegno e delle Lettere?

Assolutamente si, in quanti sono cresciuti con Topolino ed ora sono artisti? Molti più di quelli che si possa pensare.

I Peanuts, Corto Maltese, lo storico Tex Willer, Dylan Dog, solo pochissimi dei moltissimi personaggi ai quali siamo legatissimi: sono tutt’oggi “materie” di studio? Ognuno di loro ha caratteristiche introspettive contemporanei ai loro tempi. L’avventura è sempre legata alla realtà?

Sono si materie di studio, le tecniche passate aiutano i giovani artisti ad evolvere, a conoscere, ad evitare gli errori più comuni.

Hèctor Oesterheld, fumettista. (1919-1977)

“L’Eternauta”, 1957, prime pubblicazioni di fantascienza. Saga di Hèctor Oesterheld che ebbe un successo di pubblico strepitoso. Storia di un alieno che compare improvvisamente in casa di uno scrittore. Crede ci sia un riferimento al “romanticismo”, corrente culturale di creazione artistica e letteraria? Gli esseri umani, gli invasori extratterestri, la conquista della libertà dall’oppressione…i riferimenti sono molto spirituali…

Molte storie nascondono fra le pagine battaglie silenziose e riferimenti velati, questo è l’obbiettivo di ogni scrittore, sensibilizzare le persone, soprattutto i più piccoli, che attraverso le immagini vengono maggiormente coinvolti dalla storia.

Partecipare al concorso “Nuvolosa”, progetto promosso dal Comune di Biella con la direzione artistica di Daniele Statella, storico disegnatore e fumettista, le ha permesso di presentare un suo lavoro sceneggiato e disegnato da Mattia Genovasi, arrivando tra i dieci finalisti. Un comitato giuria di professionisti: che stato d’animo ha avuto lei e il disegnatore che ha dato “vita” al suo testo?

E’ indescrivibile, ricordo solo che mandai un vocale a Mattia in cui urlavo di gioia, penso mi abbia preso per pazza. D’altro canto anche lui era parecchio sorpreso, insomma era il nostro primissimo lavoro, non male come debutto.

 

                    Daniele Statella                                                                 Mattia Genovasi

Il vostro lavoro è di sicuro impatto didattico. Attraverso il fumetto, molto si impara e molto di insegna. Trascrive i suoi testi attingendo dalla sua vita?

No quasi mai, non mi piace farlo, perché personalmente quando scrivo cerco di evitare consapevolmente la realtà. Credo sia noioso parlare della realtà, perché è un qualcosa che già esiste, tutti noi la mattina ci svegliamo e affacciandoci dalla finestra vediamo i soliti palazzi e le solite auto. Quando la gente legge le mie storie invece vorrei che si affacciasse alla finestra e vedesse isole volanti, fiumi sospesi e strane creature.

E’ certamente un “riflesso” della sua interiorità. Gli artisti riportano i loro sogni su tela, sui testi di canzoni, su un palcoscenico. Lei con Mattia Genovasi, lo fa con il fumetto. I personaggi della fantasia, hanno spesso riferimenti agli esseri umani.

Non ho mai pensato a personaggi reali per i mie personaggi, devo essere sincera, quando nascono, nascono dal nulla, è certo però che tutti noi siamo influenzati dalla realtà anche se inconsciamente.

 

                 Fabio Celoni, disegnatore.                                             Giorgio Sommacal, disegnatore.

Che “trasformazione” apporta ad un personaggio per trasportarlo nel mondo del fumetto? C’è una vastissima cultura dell’estremo oriente, che colpisce per il tratto dalle caratteristiche somatiche ben delineate. Una sceneggiatura ha già ben definito quale “aspetto” avrà “l’eroe” del fumetto?

Ci sono diverse caratteristiche che i personaggi di una storia devono avere, esiste un tale “Christopher Vogler” che ha pubblicato un libro “il viaggio dell’eroe” chiamato da noi in Italia, in cui racconta di queste caratteristiche, che non riguardano solo il protagonista ma anche il mondo che lo circonda e i personaggi che lo abitano. Ovviamente ciò che Vogler dice non è la verità assoluta, ma aiuta a capire come anche nella vita di tutti i giorni, ognuno di noi è un eroe alle prese con il proprio viaggio. Per questo motivo quando si scrive, l’eroe prende forma assieme al mondo e assieme a loro prende forma tutto il resto. Un po’ complicato eh?

 

             Luca Blengino, sceneggiatore.                                                  Sergio Bonelli, editore.

Sa perché le ho fatto questa domanda? Perché voi creativi, siete un po’ “lontani” da questo pianeta: osservate, riflettete, considerate silenziosi quanto noi umani siamo capaci di costruire e anche distruggere. Ecco perché la considero, lei come Mattia Genovasi, genio della parola tradotta col disegno. E’ una sua individuale peculiarità? Lei, mi scuso, è figlia d’arte, un po’ di apprendimento le avrà permesso di evolvere quell’arte trasmessa in casa. Sono in errore?

Quando ero piccola papà ci ha provato ad insegnarmi il teatro e assieme a quello anche la musica, ma io sono sempre stata una persona pigra, strano eh? La scrittura ha bisogno di tanto, tantissimo tempo, eppure con lei non mi annoio. Ho iniziato a scrivere per hobby, con le fan fiction e quando non scrivevo mi perdevo nel mio mondo e ci passavo le ore, ore, ore, con la musica nelle orecchie trascorrevo le mie giornate nel fantasticare. Poi ho capito che potevo fare di più e ho deciso che non avrei più scritto solo per me stessa. Sicuramente i miei mi hanno aiutata in questo, infatti mi hanno sempre incoraggiata e così ho potuto seguire la mia strada.

Adesso però ho bisogno di seguirla nel suo percorso di sceneggiatrice di fumetti. Può aiutarci a…leggerla? Sono previste stampe? Una “premiere” di una casa editrice? Work in progress? Ci aiuti, le saremo grati.

Sono a lavoro su un paio di progetti a fumetti, di cui purtroppo non posso dire molto ne mostrare nulla, uno di questi potrebbe prendere vita nei prossimi mesi, quindi vi chiedo solo di attendere un po’. Nel mentre mi sto dedicando a quella che è la mia opera principale, una saga di Light Novel a cui lavoro da ormai tre anni. È un romanzo illustrato su cui lavoriamo in quattro ed io mi occupo di scrivere la storia. Anche di questo non posso mostrare nulla, ma siamo alle battute finali.

Gianni Pantaleo.

https://www.comune.biella.it/news/premiazione-dei-vincitori-concorso-nuvolosa-domenica-16-maggio-palazzo-ferrero

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