martedì, 27 Luglio, 2021 8:43:08 AM

Perla Liberatori, intervista ad una Voce

di Gianni Pantaleo.

A me gli occhi! Saranno necessari per concentrare la vista sulla lettura. A me le orecchie! Saranno indispensabili perchè staranno attente ad una voce. Una voce? Già, una voce. Perchè, sapete, di solito non ci facciamo caso, ma quando assistiamo alla visione di un film, di una fiction, di un cartone animato, ci concentriamo sulla storia, sul personaggio o sul fatto. Certo, magari sappiamo che quell’attore, quell’attrice o quel cartoon, non sono di produzione italiana, la star, il divo, i protagonisti, dialogano, parlano tra loro e, naturalmente, capiamo il film. In italiano. Ovvio, direte, siamo a casa e parliamo la nostra lingua. Chiedo un attimo di attenzione: ma chi sono coloro i quali dialogano in italiano? Quella naturalezza linguistica che pare sia propria degli attori che interpretano il film. Che “macchinazione” è? Così realisticamente se stessi. E quelle voci curiose e tenere dei cartoon? Quelle “accigliate” voci dei “cattivi”, quelle angeliche voci dei “buoni”. Di chi sono quelle “voci”? Diamo un volto ad una di esse e, curiosi, Le chiediamo… Perla Liberatori, attrice, doppiatrice.

C’è un altro universo del cinema, altrettanto importante, che è il doppiaggio. Fondamentale figura dell’arte, il doppiatore è un attore. E’ indispensabile una scuola di recitazione per doppiare un film?

Al di la del fatto di dover doppiare un film, una serie tv, un cartone animato o un documentario, e’ necessario conoscere la tecnica e quindi, soprattutto per chi non e’ nato nel mondo del doppiaggio, ma ha iniziato in eta’ avanzata, e’ molto utile frequentare un corso di recitazione e di doppiaggio. e, cosa piu’ importante per diventare doppiatore, di dizione. 

La figura del doppiatore è un lavoro specializzato? Mi spiego: un doppiatore deve essere un attore o è anche un attore?

Il doppiatore e’ a tutti gli effetti un attore, solo specializzato in una branca della recitazione specifica. I doppiatori hanno una capacita’ di immedesimazione incredibile. Non ricevono il copione prima, non hanno una troupe davanti, o un acting coach. In pochi secondi devono diventare qualcun altro, e rifare in una lingua diversa, qualcosa che e’ gia’ stato fatto, con molto meno tempo a disposizione.

                        Perla Liberatori

Le faccio questa domanda perché i primi doppiatori erano gli stessi attori che interpretavano se stessi in varie lingue per la distribuzione del film in altri paesi. La figura del doppiatore divenne però indispensabile. Da professionista quale è: si può improvvisare doppiatore?

No, non ci si puo’ improvvisare doppiatori. Si puo’ essere bravi attori, naturalmente abili nella recitazione, ma bisogna conoscere la tecniche e acquisire le abilita’ di cui parlavo in precedenza

Italiano sregionalizzato. Suppongo sia necessaria non avere quell’inflessione linguistica che ci caratterizza tutti, identificando la regione di origine. E’ così?

Nella vita di tutti i giorni, nel nostro parlato quotidiano in privato, si puo’ avere qualsiasi inflessione dialettale. ma per doppiare prodotti internazionali bisogna parlare un italiano perfetto. L’inflessione e’ richiesta solo in specifici prodotti da integrare ambientati in italia, o magari in alcuni cartoni animati partoricolarmente caratterizzati.

                       Perla Liberatori

Rina Morelli, Paolo Stoppa, Gino Cervi, Nando Gazzolo, tra i pochissimi nomi che mi permetto di citare. Molti “volti” erano e sono rimasti sconosciuti. Nemmeno citati nei titoli di coda, eppure sono “voci”, presumo, importanti per lo studio di un doppiatore. Studiare da doppiatore è studiare questo passato artistico?

Questi nomi di doppiatori fantastici, cosi’ come quelli di tanti altri anche piu’ recenti, come Vittorio Di Prima, Renato Izzo, Giuseppe Rinaldi, Alina Moradei, Renato Mori, Roberto Draghetti, solo per citarne alcuni, hanno fatto la storia del doppiagio e sono da prendere da esempio, sono attori a cui tutti dovremo ispirarci. Magari non li si studiano nelle varie scuole di doppiaggio, ma conoscerli sarebbe molto utile per migliorarsi. e non solo per il loro talento, ma anche per le loro capacita’ umane, per l’atteggiamento e il rispetto che avevano nei confronti del nostro lavoro

 

               Alina Moradei                                             Renato Izzo

Le cito Rita Savagnone e Ferruccio Amendola. Sono tutt’oggi esempi di professionisti del doppiaggio? Che “evoluzione” artistica c’è stata negli studi di doppiaggio?

Sono altri due nomi straordinari, due esempi per chiunque si avvicini a questo lavoro. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, la tecnologia avanza a passo velocissimo, cambiano i tempi, cambiano i prodotti, cambia il mercato. in generale cambia il mondo e il doppiaggio non puo’ esimersi da essere in continua evoluzione. Oggi c’e’ sicuramente una velocita’ maggiore, ma l’importante e’ non perdere mai la qualita’.

 

                  Rita Savagnone                                   Ferruccio Amendola

E’ complesso, riconosco, doppiare un film. Forse più complesso che interpretare il personaggio al quale si dà la voce. Quanto studio “introspettivo” c’è per un doppiatore? “Entrare” nel ruolo del personaggio. La condiziona più il soggetto da interpretare o l’attrice da doppiare?

Le due cose camminano di pari passo, intendo la difficolta’ di doppiare un personaggio o, piu’ in generale, il film. Per quanto riguarda l’introspezione, ce n’e’ tantissima, ma come dicevo in precedenza, in tempi strettissimi. A noi non viene dato il copione settimane prima. ci viene spiegato il film, e nello specifico il nostro personaggio, una volta arrivati in sala e in pochi minuti dobbiamo “trasformarci” in quel personaggio, entrare nell sua storia e renderlo reale e credibile anche in  lingua italiana.

Fu casuale quando mi si aprì la mente, mentre seguivo un cartone animato. In buona fede, non mi ero mai reso conto quanto curioso è doppiare un personaggio dei fumetti. Doppiare Lady Oscar o Capitan Uncino, come esempi, sarà difficilissimo ma anche divertente. Ci racconta un personaggio dei cartoni che l’ha più divertita e perché?

Sono particolarmente legata a personaggi che appartengono alla mia storia professionale. mi viene in mente arale, uno dei primi personaggi storici della mia carriera, molto divertente. Penso a Stella delle “Winx” o a Dolly delle “Superchicche”, a cui sono legata da anni, personaggi piu’ leggeri, se cosi’ si puo’ dire. A Kaname Chidori (protagonista femminile di una serie manga n.d.r.) dei vari “Full Metal Panic”, un personaggio molto intenso. Sono molto diversi tra loro e forse le loro differenti sfumature sono state cio’ che ha reso molto bello prestargli la mia voce.

 

               Stella delle Wings                                       Dolly delle Superchicche

Ci sono attori, ma anche attrici, le cui voci non sono, come dire, “gradevoli”. Non so se posso, ma Valeria Golino, Claudia Cardinale, forse anche Sophia Loren, hanno avuto qualche “sostegno” da voi doppiatrici. Una voce “importante” da “prestare” ad un’attrice, è una decisione presa in fase di doppiaggio dai registi? Le attrici, ma anche gli attori, sono informati della decisione? Non è che…ci restano, come dire, male?

Posso immaginare che per un attore o un attrice italiani non sia piacevole essere ridoppiati. Questa e’ una scelta che in genere prendono registi e case di produzione. Non si decide in sala di doppiaggio. se la produzione ha deciso questo, poi il direttore di doppiaggio a cui viene affidato il lavoro, sceglie la voce piu’ adatta

Noi spettatori, agli attori, ci affezioniamo quando li sentiamo nei film, ma se al film successivo, quella “voce” non è la stessa del film precedente, facciamo fatica ad amarlo come prima. Lo sapete voi doppiatori? Cioè: come si fa a trovare “un’altra voce” a Woody Allen! Solo Oreste Lionello poteva e ha potuto. Quali i criteri di valutazione in questo caso?

Probabilmente nasce tutto dal fatto che noi italiani siamo i massimi cultori del doppiaggio e siamo anche abitudinari. Gli spettatori si abituano e si affezionano, e non sempre gradiscono un “cambio”. C’è da dire che oggi il mercato e’ sempre piu’ vasto e che e’ piu’ facile che un attore o attrice abbiano piu’ voci che li rappresentano in italia. poi, pero’, ci sono quei casi in cui cambiare e’ davvero rischioso. Abbinamenti da cui anche noi del doppiaggio facciamo fatica a staccarci. il grande oreste lionello su Woody Allen, era sicuramente uno di questi.

 

          Ada Maria Zanetti                                Oreste Lionello

Affamato di cinema e soprattutto di quanto “dietro” c’è in un film, mi incantai su Faye Dunaway nel film “Quinto potere” e curioso, cercai chi la doppiò: Ada Maria Zanetti. Lei, doppiatrice professionista, ha un suo personale “mito” al quale desidererebbe “avvicinarsi” per capacità interpretativa, sonorità vocale, espressione, modulazione… In un film sono tantissime le “enfasi” vocali determinati in una scena. Quanto ci si prepara prima?

Ada Maria Zanetti, una doppiatrice eccezionale. io di sicuro ho molte attrici che mi piacerebbe doppiare, anche se ho avuto la fortuna di doppiare una famosissima star, a cui vocalmente e a livello interpretativo mi sento molto affine. sto parlando di Scarlet Johansson.

I premi: 2006: “miglior voce di un cartone animato”, 2011: “miglior interpretazione femminile”, poi televisione, animazione, sceneggiati. Se gli atleti, i danzatori, i cantanti, curano se stessi per lavoro, senza carpirle segreti, sicuramente ha cura della sua voce: ecco, non ci riveli come fa, ma soprattutto, cosa non deve fare una doppiatrice che con la voce, lavora.

La voce e’ a tutti gli effetti uno strumento, uno strumento meravigliosamente complesso e delicato. E in quanto tale va preservato. Di sicuro per farlo nel tempo bisognerebbe limitare il consuno di sigarette e alcolici. e sapere utilizzare bene la tecnica quando si affrontano periodi particolarmente stressanti vocalmente.

Proviamo a sognare: a chi, per stima, per professionismo, per bravura, presterebbe volentieri, la sua voce, indipendentemente dal lavoro, ma proprio come suo desiderio?

Beh, sarei curiosa di sapere come “suonerebbe” la mia voce sul volto di un personaggio come Maria De Filippi, su una cantante che stimo molto come Elisa, su Whitney Houston. Probabilmente me ne verrebbero in mente tantissimi altri, di nomi. ma questa intervista volge al termine e volevo conservare queste ultime riga per ringraziare voi e per salutare tutti quelli che ci leggeranno. Magari provate a immaginare le parole di questa intervista con la voce di uno dei miei personaggi. Quello che preferite. Grazie ancora e alla prossima.

…e quanto ancora Le avrei chiesto. Ma il tempo per Perla Liberatori è preziosissimo. Suppongo, per Lei come per tanti altri Suoi colleghi, ad attenderLa saranno ore ed ore negli studios a doppiare, interpretare, a darci, di un film, il piacere dell’ascolto. Perchè la “settima arte” è forse la più coinvolgente delle arti visive: alle immagini, ci sono le tracce sonore e ad esse, le voci. Soprattutto la Sua.

Gianni Pantaleo.

https://www.ilgrido.org/cinema/la-voce-dietro-lo-schermo-perla-liberatori/

https://it.wikipedia.org/wiki/Perla_Liberatori

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