domenica, 4 Dicembre, 2022 8:49:33 AM

Parliamo di Pazienza

di Giuseppe Vignolo.

Purtroppo di questi tempi l’evoluzione del mondo sta trasformando la società in un mondo di “Adesso “. Tutto subito senza aspettare, senza pensare. Pensiamoci un attimo: con i nostri cellulari messaggiamo in continuazione. Quando siamo a letto, quando camminiamo, anche in macchina e mentre parliamo con altri, mai fare pausa e aspettare. I mass media hanno ormai inculcato in noi il tentativo costante di anticipare il domani, abbiamo ormai preso l’abitudine di vivere il presente. In una parola siamo diventati tutti impazienti e non ci è dato più di vivere solamente per noi.

Eppure madre natura ci ha insegnato ad aspettare che le cose capitino, secondo natura appunto. Certo prepararsi agli eventi che la vita ci riserverà è indispensabile ma perché farla diventare una ossessione? Credo che dovremmo cercare di vivere con atteggiamenti positivi, vivere una vita sana senza correre troppo. Dobbiamo riprendere a camminare a passo lento, col ritmo che fa per noi.

Paziente è chi osserva la vita nel suo divenire continuo e sa godere di ciò che ci riserva nel bene e nel male; solo così otterremo ciò che vogliamo, che poi non è nient’altro che la tanto agognata serenità. S. Agostino diceva : “La pazienza è la compagna della Saggezza“. E’ un saper vivere insieme al ritmo e al tempo che serve perché i frutti maturino naturalmente. Sempre S. Agostino asseriva che la pazienza è elemento essenziale per il nostro vivere, è ciò che può rendere la nostra vita felice.

E’ altrettanto vero però che quel tipo di pazienza è spesso per noi tutti un miraggio ma sforzarci e allenarci per raggiungere quello status è possibile. Facciamolo nella nostra quotidianità, nel rapporto tra mariti e mogli, con i figli, col nostro prossimo in generale a cominciare da quando siamo in fila persino al supermercato; ci accorgeremo pian piano che si sta formando in noi uno scudo protettivo nei confronti delle avversità della vita. Si può, crediamoci.

Certo viene spontaneo porsi il quesito se la pazienza sia la virtù dei forti o se ci sia un limite oltre il quale l’uomo non possa più pazientare. E’ davvero difficile in molti casi essere pazienti, ma se ci sforziamo di capire che avere pazienza vuol dire anche non cercare vendetta nei confronti di chi ci ha fatto del male, vuol dire andare a cercare la causa di quanto ci capita, forse ciò ci porterebbe a capire quanto si è disposti ad accettare.

Diceva Neruda: “Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento della felicità“. Come asserire il contrario. Quando invece ci succede il contrario, di fronte alle difficoltà, ci sentiamo frustrati ed impotenti e nel tempo diventiamo schiavi del male subdolo che è la depressione. Chi è paziente gode di un migliore benessere mentale, nei rapporti con gli altri è più empatico, decisamente più ponderato nelle considerazioni, riesce spesso anche ad alleviare le sofferenze altrui. 

Se saremo pazienti anche  in cerca di un lavoro verranno meno le frustrazioni e prevarrà la speranza. Dobbiamo meditare e respirare nel e col cuore. E’ molto difficile attendere e sperare perché si rende necessaria una grande capacità di autocontrollo ma si può, basta volerlo ed essere determinati.

Cristo invita i suoi discepoli a vivere in pace, ad essere pazienti ovunque ed in ogni caso, solo esercitando la pazienza saranno capaci di sopportare con fiducia le prove a cui la vita li metterà di fronte. Secondo Cristo sono beati quelli che si adoperano per la pace. Per la maggior parte di noi, credenti o no, la pazienza non è altro che una delle tante parole che hanno a che fare con la religione ma non indispensabile nella vita quotidiana. In effetti la pazienza è una delle virtù cristiane, ahimè, più trascurate. Il vero cristianesimo è, a mio giudizio, vivere secondo gli insegnamenti di Cristo che andrebbero messi quotidianamente in pratica lasciando da parte i catechismi vari. La pazienza è una delle prime virtù.

Edward Hopper, La solitudine.

Diceva S. Paolo : “Parla, convinci, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza“. Se siamo credenti la pazienza di Dio è il più grande e rassicurante aspetto del suo amore infinito per noi, suoi figli. Quando Cristo muore crocifisso per ordine dei sommi sacerdoti, nella sua morte la pazienza di Dio raggiunge il suo culmine; Egli accetta di farsi carico totalmente della debolezza dell’uomo.

Si è sempre citata la pazienza di Giobbe, forse andrebbero riletti quei passi e rivedere la sorte finale che gli riserbò il Signore la cui compassione e misericordia non conosce limitazioni. In fondo la pazienza più che un dono di Dio è un invito di Dio, la cui attuazione ci avvicina alla capacità del divino di non avvertire dolore e di vivere la vita come un passaggio dall’incerto al certo, dalle tribolazioni della vita terrena alla serenità nella Luce.

Giuseppe Vignolo.

In copertina. Giorgio Vasari, Allegoria della Pazienza.

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