sabato, 4 Dicembre, 2021 12:43:25 PM

Rossana Tursi, il “suo” Tango: dalle arti orientali all’Argentina

di Patrizia Gesuita.

Rossana Tursi è una persona davvero speciale e poliedrica. Cintura nera di “Aikido” è insegnante di “Ohashiatsu®” e di “Tango Argentino”. Ho avuto la fortuna di conoscerla per caso nel 2017, perché esercitava l’”Ohashiatsu” nella stessa palestra in cui praticavo yoga. Grazie a lei nel 2019 sono riuscita a realizzare un sogno nel cassetto: danzare il “Tango Argentino”. Rossana Tursi è un’insegnante che riesce a comunicare la passione per questa danza, arricchendo anche le sue lezioni di “Tecnica” con tutte le esperienze fatte in passato dalle Arti marziali allo “Yoga”, all’”Ohashiatsu”. Nel corso degli anni si è esibita in alcune trasmissioni televisive con diversi partner e ha partecipato ad alcuni spettacoli, tra cui quello al Teatro Forma con musica dal vivo del Duo “Gardel” in coppia con Pino Prezioso (dicembre 2012). Grazie a lei e al maestro Pino Prezioso molti allievi si sono appassionati a un ballo di coppia che, a mio avviso, tutte le donne e gli uomini dovrebbero provare almeno una volta nella vita.

Rossana Tursi

Sei una persona davvero poliedrica, ti sei occupata di Arti marziali, raggiungendo il Top, perché sei cintura nera di “Aikido”, sei una fantastica operatrice e insegnante di Ohashiatsu, (ma di questa tecnica affascinante, che ho potuto praticare con te, ne parleremo in una prossima chiacchierata se vorrai). Mi incuriosisce sapere, com’è nata la passione per il tango?

Tutto ciò parte da molto lontano. Diversi anni fa, verso la fine degli anni ’80, incominciai a interessarmi di prodotti naturali, avevo un Centro di alimentazione naturale e nel ’94 mi diplomai in Naturopatia. Alla fine degli anni ‘80, quasi contemporaneamente, incominciai a praticare “Aikido”. Nel corso di 10 anni di pratica di Aikido mi sono avvicinata ai Balli di Coppia e solo più tardi, verso la fine degli anni ’90 ho iniziato a studiare il “Flamenco” e la “Danza orientale”.

Quindi è stato il “Flamenco” che ha dato inizio alla tua avventura col “Tango Argentino”?

Nella scuola di ballo dove facevo “Flamenco”, nei primi anni 2000, vedevo spesso volantini di Stage di “Tango Argentino”, ma per problemi organizzativi, non riuscivo a frequentarli. Poi riuscii a liberarmi durante un fine settimana e feci il mio primo stage di tango con gli insegnanti dell’Associazione “Tangare” di Roma: Marco Evola e Paola Palaia. Erano due maestri davvero bravissimi! Venivano a Bari ogni fine mese. Da lì non mi sono più fermata, è stato Amore a prima vista. Nel frattempo però, decisi di sospendere l’“Aikido”.

Quando e dove hai fatto le prime esperienze “milonghere”?

I Primi passi nel Tango Argentino risalgono a febbraio del 2000, successivamente ho seguito lezioni tenute sia a Roma che a Bari con i maestri dell’Associazione “Tangare”. Era come se facessi una nuova forma di “Aikido”, ti potrà sembrare strano, ma l’”Aikido”, pur essendo un’arte marziale, se fatta in un certo modo, può essere paragonato a una danza. La comunicazione è importante nell’”Aikido” come nel tango: la tecnica è Guidare e Ricevere. Io e la mia amica con cui avevamo iniziato il corso, almeno una volta al mese, nel fine settimana, andavamo a Roma per approfondire le lezioni e andare a ballare in Milonga, perché a Bari non esistevano quasi le Milonghe. Mi rendo conto che facevamo delle cose assurde…. Ci mettevamo in viaggio il mattino della domenica e tornavamo a notte fonda. Che pazze scatenate eravamo! A Bari c’erano delle serate di Tango, ma organizzate in modo molto “amichevole”. Per esempio presso “I Giardini di Atrebil”, oppure ad “Otium”, locali che ormai non esistono più…  ci incontravamo lì e chi arrivava prima metteva un CD e ballavamo.

Con chi ti sei specializzata?

Nel 2002 e 2003 ho seguito Stage e lezioni in Italia: Tangomania Summer Festival che si svolgeva ogni anno a Sasso Marconi (BO), seguendo le lezioni tra gli altri di Geraldine Rojas e Javier Rodriguez, Claudia Codega e Esteban Moreno. Quello è stato il primo Festival del tango a cui partecipai, ricordo che c’era tantissima gente che veniva da diverse parti del mondo, un’esperienza particolarissima.

Quanto è stata importante l’esperienza in Argentina, la patria del tango?

Nel 2003 andai a Buenos Aires e poi sono tornata anche nel 2006 e lì mi si è aperto un mondo… Partii con una mia amica con delle valigie pesantissime, andammo in agosto e a Buenos Aires ovviamente non era estate, e noi avevamo portato di tutto…. Lì poi scoprimmo le bellissime scarpe di tango, con il tacco a spillo, che a Bari non erano ancora arrivate, e poi si ballava senza i collant, le donne avevano un abbigliamento da “tanguere”, andammo nei negozi in cui vendevano abiti di tango e ci sbizzarrimmo nelle spese. Frequentai lezioni private di tecnica femminile e da quel momento la mia postura e i miei movimenti sono cambiati grazie a questa cura dei dettagli: tanta attenzione al proprio asse, al movimento della caviglia e al peso su ben precise parti dei piedi! Ho seguito anche alle lezioni di coppia. Ho frequentato Stage e Lezioni a Buenos Aires con: Corina de la Rosa e Julio Balmaceda, Chici y Marta, Omar Vega. Così ho perfezionato anche lo studio del tango, del vals e della milonga. Nel 2003 l’Argentina veniva fuori da una crisi epocale e la situazione economica era difficile, c’era molta povertà. La sera, per timore di irruzione all’interno, gli Hotel chiudevano presto sprangando il portone. Noi andavamo a ballare e avvisavamo che saremmo tornate tardi… ma di solito rimanevamo fino all’ultimo tango e oltre… quindi tornavamo al mattino e il portone era già aperto … A Buenos Aires, il mio tango è cresciuto non solo con gli stage, ma grazie alle “Milonghe”, infatti ho ballato tantissimo. Ricordo che in alcune “Milonghe” gli uomini si sedevano da una parte e le donne dall’altra, regole abbastanza categoriche e tradizionali legate alla “Mirada” e al “Cabeceo”. Come ho detto prima, spesso rimanevamo fino all’alba e poi andavamo a dormire dopo aver fatto colazione. E’ stato un periodo fantastico! Che bei ricordi! Al ritorno dall’Argentina ho incominciato ad Approfondire anche lo studio del “Tango Nuevo”. A Bari successivamente ho seguito gli stage di Erica Boaglio e Adrian Aragon, Pedro Alberto ‘Tete’ Rusconi, Osvaldo Roldan, Maria Plazaola, Maximilian Gluzman e Milva Bernardi. Ho studiato vari stili di tango, perché lo studio del tango non finisce mai e non ha un’unica direzione! Un momento importante nella mia vita di “tanguera”, è stato aver conosciuto, in Argentina, un bravissimo “Musicalizador”: Damian Boggio, lo conobbi al “Salon Canning” di Buenos Airos. Mi regalò i CD realizzati da lui, con le “Tandas” già preparate. 

Salon Canning, affermato club di tango di Buenos Aires.

La sala da ballo del Salon Canning.

Ho scoperto, come allieva, questo mondo meraviglioso e pieno di passione, come musicista conoscevo soprattutto il “Tango Nuevo” di Astor Piazzolla, ma i vocaboli legati al Tango Argentino li ho imparati grazie a te e al maestro Pino Prezioso, ma vogliamo spiegare cos’è una “Tanda”?

Una “Tanda” è un “turno” di ballo in una milonga cioè un gruppo di brani musicali, di solito tra i tre e i quattro, ritmicamente e stilisticamente simili, che vengono suonati ad ogni turno. Il modello più comune è quello di suonare 2 “Tandas” di 4 “Tanghi”, alternate ad una “Tanda” di 3 vals e in seguito ad una di 3 “Milonghe”. La “Cortina” è un breve brano di musica che viene suonato tra una “Tanda” e l’altra. È un brano diverso, non di tango, così i ballerini capiscono che il ballo è terminato, quindi possono ringraziarsi a vicenda e tornare ai propri tavoli, per trovare un nuovo partner di ballo nella “Tanda” successiva. Quando tornai a Bari incominciai ad organizzare le prime vere “Milonghe”.  

Cosa rappresenta per Rossana Tursi il “Tango”?

L’ho sempre considerato una forma di “comunicazione” non verbale.  Anche l’”Aikido” è una forma di “comunicazione”, così come il mio lavoro principale l’”Ohashiatsu”. Tuttavia il “Tango Argentino” all’inizio l’ho sentito come il “mio Aikido”, accompagnato dalla musica. Il tango mi ha aiutata, negli anni, a socializzare e ha agevolato e aperto i miei canali espressivi, facendomi cambiare anche dal punto di vista della mia femminilità: la postura, l’abbigliamento molto curato e particolarmente femminile come gonne con spacchi, vestiti scollati e scarpe con i tacchi a spillo. Ora, in questo lungo periodo di stop (non ho mai vissuto un periodo così lungo senza il “Tango” da quando ho iniziato a ballare) è il mio vuoto e mi manca tantissimo, perché rappresenta la mia evasione e la possibilità di dimenticare anche i problemi del presente. Il “Tango” per me è passione e improvvisazione, quando abbracci una persona, non sai mai cosa accadrà in quei pochi minuti ed è questo che rende affascinante questo ballo… Se ci pensi la donna si lascia andare, ma non in modo passivo, la donna deve “esserci” affinché l’uomo la possa guidare. Quando si diventa più esperti, dopo qualche tempo, si comprende che è anche la risposta della donna a condizionare le proposte dell’uomo. Per questo per me è “Comunicazione” ed emozione.

Rossana Tursi e Pino Prezioso

Perché hai iniziato a insegnare?

Dopo aver conosciuto i due maestri di Roma, per qualche tempo li ho invitati a venire a Bari e ho organizzato gli stage mensili per più di un anno. Io e la mia amica facevamo le pratiche “tanguere” e decisi così di imparare anche la parte maschile di alcuni passi, per poterli mostrare al gruppo di neofiti, che in gran parte erano tutti amici o allievi di “shiatsu”, che iniziavano a ballare. Ho incominciato, quindi, ad insegnare il “Tango Argentino” nel 2004 sotto la supervisione di Paola Palaia e Marco Evola. Dal 2005 al 2010 ho insegnato nella scuola di “Artedanza Rossana”, dal 2009 al 2015 a “Villa Camilla” e nel 2011 presso il CUS di Bari e lo Stadio del Nuoto, per poi tornare alla “Artedanza Rossana” con diversi colleghi ballerini.

Insegni da tempo in coppia con Pino Prezioso, quando è nata la vostra collaborazione?

Quando incominciai a ballare tango, Pino Prezioso ballava già e organizzava a Bari i prima stage con altri maestri come Alejandro Aquino. Pino quindi lo conoscevo già da tempo e avevo ballato con lui nel corso degli anni. Dal 2011 è iniziata e continua la collaborazione con lui. Con Pino è come se fosse continuato lo studio del tango, perché ci incontravamo per organizzare le coreografie dei saggi di fine anno e provavamo da soli… bello… Lui ha iniziato la sua carriera come Maestro di Ballo e poi ha studiato Tango Argentino, divenendo Coreografo e Maestro di “Tango Argentino” e Direttore e Giudice di “Danza Sportiva”. Pur non insegnando insieme, io e Pino nel 2003 facemmo un’esibizione su Telenorba nella trasmissione “L’Aia”. J  Sembra che sia passato un secolo!

Tu sei una particolarissima DJ di Tango, mi spiego: Riesci a selezionare della musica particolare e meravigliosamente coinvolgente. Vuoi spiegare in cosa consiste? E Da quanto tempo lo fai?

Premesso che avevo già musicalizzato, prima con quei CD portati da Buenos Aires, quindi all’inizio ho incominciato a mettere musica molto tradizionale. Poi ascoltando tantissima musica, mi è capitato di apprezzare anche il “Tango elettronico” con i primi gruppi come i “Gotan Project” e ho iniziato ad inserire anche alcuni di questi brani. Nel 2011, mi è venuta l’idea di creare queste selezioni diciamo “Alternative”. Il locale in cui ho incominciato a proporre questa musica con le mie amiche Rosa Maria Daniele e Anna Maria Caforio, mi ha ispirato il nome di “Unconventional Tango”. Lì abbiamo incominciato a proporre delle “Milonghe” alternando all’80% di “Tango tradizionale” (anche suonato da orchestre contemporanee), il 20% di “Tango elettronico” e il cosiddetto “Tango contaminato” cioè brani ballabili, ma non strettamente legati al mondo “tanguero”. Dopo un paio di anni ho continuato questa entusiasmante esperienza solo con Rosa Maria. In questi anni abbiamo organizzato delle serate bellissime, oltre a Pasquette indimenticabili in un locale sul lungomare…. Siamo state invitate anche a musicalizzare in altre milonghe di amici e colleghi che apprezzano le nostre selezioni.

Rosa Maria Daniele e Rossana Tursi

Il 6 gennaio scorso, c’è stata una bellissima iniziativa con diversi “musicalizadores” della nostra Puglia. Vuoi parlarci di questa esperienza? So che volete replicarla, quando?

Hai perfettamente ragione, è stata una bellissima esperienza! Siamo 15 “musicalizadores”, che hanno accolto con grande entusiasmo la proposta di Sergio Fasano: una Milonga virtuale durata più di due ore, con la  collaborazione di Antonella D’Alessandro, speaker radiofonica professionista oltre che tanguera. Il motivo ispiratore è stato: “Uniti per ricominciare”. Abbiamo visto che ha avuto un ottimo riscontro il 6 gennaio scorso, erano circa 200 persone in diretta YouTube e il video è stato visionato da quasi 1500 persone. Abbiamo avuto tantissime richieste di replicare l’iniziativa e così il 14 febbraio alle 18 in diretta su YouTube ci sarà la “Milonguita di San Valentino”. Abbiamo scelto #unitiXicominciare, un modo per lanciare un messaggio di speranza di una futura ripresa della nostra vita, nel giorno dedicato all’Amore attraverso la musica piena di passione del Tango.

Che progetti hanno  Rossana Tursi e Pino Prezioso per il futuro “tanguero” nella nostra città (Covid permettendo)?

Abbiamo intenzione, appena sarà possibile, di riprendere i nostri corsi nella nuova sede che si chiama: “Professional Dancing Bari”, dove siamo riusciti a fare un solo mese di lezione ad ottobre del 2020, ma sono sicura che torneremo presto per realizzare i progetti legati al Tango, questo splendido ballo “portatore sano” di emozioni, e che riuscirà a far dimenticare i momenti difficili che stiamo vivendo.

Patrizia Gesuita.

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