venerdì, 14 Agosto, 2026 12:02:17 PM

Daniela Putignani: “…io sono Mela, sono Donna, sono Cielo”

di Gianni Pantaleo.

Nel 1946, a New York, uno dei più importanti coreografi del ‘900, George Balanchine, presentò con la Compagnia Ballet Society, un balletto dal titolo “I quattro temperamenti” rifacendosi alla “Teoria degli umori” di Ippocrate.

“Sanguigno”, “Collerico”, “Melanconico” e “Flemmatico”. Il dottore in medicina (V sec. a. c.) rivoluzionò il concetto di malattia adducendo che essa fosse frutto del “comportamento dei sentimenti umani”. Oggi è detta psico-somatica.

Donna – mt. 0,60×0,60

Nel mezzo del cammin di mia vita (eh già, scopiazzo dal Divin Poeta), incontro e conosco un’anima che, per quanto io ne possa sapere della psiche umana, (forse nulla, più che altro faccio un mestiere da ficcanaso), è un’artista che rappresenta uno di questi sentimenti: “Melanconico”

Secondo Ippocrate, il soggetto Melanconico è: triste, riflessivo, sensibile e portato per l’arte. (n.d.r.)

Daniela Putignani

I quattro temperamenti nulla hanno a che fare con le patologie che, ahimè, sono associate a stati di alterazione psichica. Attenzione: la tristezza non è depressione.

E’ uno stato d’animo che nel marasma di tarallucci e vino in cui ipocritamente viviamo, indentifica un soggetto ponderato, contenuto, garbato. 

I temperamenti, sono semmai caratteristiche che ci differenziano come differenti sono i colori della pelle, il profumo delle cose, la memoria, i ricordi.

Comodamente seduti in un salotto climattizato data la temperatura di questo luglio ardente, la presento: Daniela Putignani, pittrice. 

Passero nero – mt. 0,60×0,60

Ha una visione dello spazio, ripeto, ha una visione dello spazio che si inserisce nello spazio reale, quello in cui viviamo. Gli orizzonti, le prospettive, lei li ripropone da un altro punto di vista, quello introspettivo, un’analisi psicologica dello spazio. Come si pone di fronte allo spazio? 

Di fronte allo spazio io mi pongo in maniera diversa, non tradizionale. Per me lo spazio è fatto di pieni e di vuoti. Di linee che tracciano le immagini e le mettono in evidenza  con gli scuri, i volti, le case, ma tutto in maniera geometrica e architettonica. 

Intendo, quindi, che ha la capacità di estraniarsi da se stessa riportando quello spazio nel suo spazio di artista? Se è così, non è caratteristica dei mortali. Chi osserva dall’alto, sono gli Dei, mi permetta…

Sì, io riporto questo spazio nel mio spazio di artista. Non ho la presunzione di un dio che guarda dall’alto, però l’artista può osare, deve osare, deve osare e deve far capire cosa ha dentro. Io sono una persona logica, razionale e questa razionalità viene fuori dai miei quadri.

Astratto n. 16 – mt. 0,60×0,60

Ok, allora torniamo sulla terra e le cito Baruch Spinoza, un filosofo olandese del XVII secolo. Probabilmente fu considerato pazzo dai mortali, ma già 500 anni fa e un secolo prima dell’Illuminismo, osò scardinare la realtà dell’epoca riuscendo a estrapolare la struttura assoluta delle cose privandole di sovrastrutture inutili. Il pensiero diventava ragione. Dalla ragione nascevano le emozioni. Le sue opere sono prive di orpelli e ornamenti. Lo fa lei oggi a 500 anni dal quel pensiero. Si riconosce?

Mi riconosco e ritengo che gli artisti di oggi non si possono permettere più di usare delle tecniche fatte di orpelli, di decorazioni precise, perché abbiamo le foto, abbiamo i computer, abbiamo tanti mezzi per poter riprodurre la realtà com’è. Dobbiamo noi artisti avere un’ottica che va oltre questo. Se mi capiscono, se la gente riesce a capire questo, per me è molto molto bello.

Madonna con bambino – mt. 0,80×0,80

Ho avuto tempo e modo, di scrutare con la fame del giornalismo più insolente (ahimè i giornalisti sono una mala razza), che nelle sue opere manca quel romanticismo stucchevole e sdolcinato del quadretto da parete. Chi osserva, resta impietrito. L’orpello è geometria pura. La forma diventa il soggetto dell’opera. Si resta delusi? Macchè: direi sorpresi! Cos’è la sua? Provocazione?

No, non è una provocazione, è un modo di esprimersi. Io sono andata a una mostra ultimamente, le donne si esprimevano, quasi tutte riproducevano altre donne. Bellissime, slanciate, con dei vestiti stupendi, dei fiori… Io non mi riconosco in questo. Ho bisogno che la mia donna sia schematica con gli occhi magari non perfetti, con dei colori forti che fanno venire fuori i pieni e i vuoti. Questa sono io.

Astratto n. 21 – mt. 0,80×0,80

L’Arte DEVE dare fastidio. Altrimenti riempiamo le stanze di cornici e tele tra panorami e ritratti di dame e damerini in posa. L’Arte non deve assopirci. Nel senso che: spaparanzato sul divano di fronte ad un bel paesaggio di fiorellini e farfalline, mi…addormento. In un museo si va per pensare. Per studiare. Per avere le scosse. Piet Mondrian(1872-1944) è stato ben bistrattato quando mostrava “solo” tre colori confinati in incroci di linee nere. Ogni suo dipinto è tracciato. Circoscrive il colore. Lo definisce e gli dà significato. Le chiedo: quelle tracce e quei colori sono le sue parole?

Esatto, sono le mie parole. Premetto che Mondrian è uno dei miei artisti preferiti e mi riconosco e in parte mi sono anche ispirata, come tutti gli artisti si ispirano a qualche artista precedente, tra i grandi eh sì. Nelle linee, nel tratto, mi riconosco in questo.

Astratto n. 18 – mt. 0,80×0,80

Così come l’attore o il musicista o il danzatore parla al pubblico con la sua arte, l’artista del colore parla con il colore, (mi scuso per la ripetizione). La “Madonna con bambino”, “Barche a vela”, “La coppia”, la loro struttura rigorosamente razionale esprimono sentimenti, eppure conoscendo la donna, cioè lei, il suo garbato silenzio e la sua discreta presenza, manifestano una ricerca attenta di quanto è nel contesto in cui vive. Silenzio e presenza, fanno comunque rumore nelle sue opere. Direi che è un messaggio strepitoso. E’ un azzardo quello che dico? Daniela Putignani è così come si rivela?

E’ così come si rivela, io sono un’attenta osservatrice, lo sono sempre stata sin da quando ero bambina. Osservavo e poi agivo. In questo momento del mio percorso artistico, l’arte è questa: una vecchia, un ricordo del passato che torna sono un’espressione della vita in questo momento di razionalità.

Scomporre un soggetto, è un’operazione coraggiosa?

Sì è piuttosto coraggiosa. Però per me la scomposizione è fondamentale. Anche questi occhi che non sono allineati, queste linee che li solcano, fanno parte di questa scomposizione che è interessantissima secondo me.

Donna n. 1 – mt. 0,70×0,70

Tempo fa apprezzai un suo dipinto: una banalissima “Mela”. Ma quella mela non era una natura morta. Era una mela! Come per Warhol, il comune oggetto diventava il soggetto della circostanza in cui esso E’. Nulla è fine a se stesso. Mi perdoni la domanda complessa: ma lei quando dipinge, diventa “Mela”? Diventa “Cielo”? Vela, Madonna, Uomo, Donna? Mi parrebbe ordinario considerarla solo “pittrice”… e’ riduttivo il termine di solo pittrice, diamine!

Io mi rivedo esattamente in quello che faccio: sono Mela, sono Madonna, sono la Coppia, sono la Palla e assolutamente deve essere così, sennò il lavoro del pittore non ha senso, secondo me.

Astratto n. 33 – mt. 0,20×0,30

Levo il disturbo con un’ultima domanda: mi colpiscono gli “occhi” di alcuni suoi dipinti. Mi caccerà dopo l’intervista: ma quegli “occhi”, sono i suoi occhi che vedono noi che stiamo osservando i suoi lavori? Se è così… bè, ovvio che considero i suoi lavori VIVI.

Astratto n. 11 – mt. 0,70×0,70

Sì, sono proprio i miei occhi e sarei proprio contenta di riuscire a captare quello che pensano le persone che guardano. Penso che sia per tutti gli artisti raggiungere al massimo quello di riuscire a vedere una persona che si interessa al quadro che sta vedendo ed è il quadro che guarda lo spettatore. L’artista E’ nel quadro. La sensazione che si prova è bellissima.

Donna n. 2 – mt. 0,60×0,60

Garbatamente ponderata. Un’intervista colloquiale in cui la pittrice si espone senza insicurezze. Dice di se stessa perchè E’ se stessa.

Astratto n. 17 – mt. 0,60×0,60

Non racconta la sua vita, fondamentalmente non ne sarei stato interessato, ma le chiedevo solamente della sua bellezza interiore che manifesta con i suoi dipinti. 

Barche a vela n. 12 – mt. 0,50×0,50

E’ vero che le ho dato della dea, inserendola in quell’Olimpo in chi gli stessi dei hanno conformazioni umane perchè i sentimenti non sono un’esclusiva dei mortali.

La coppia n. 36 – mt. 0,60×0,60

E’ anche vero che lei stessa dice: “Non ho la presunzione di un dio che guarda dall’alto…” Insisto: Daniela Putignani è “rispettosamente” dea.

Sennò non sarebbe un’artista e gli artisti, si sa, hanno diritto ad occupare un posto nella dimora degli Dei. 

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