domenica, 27 Novembre, 2022 4:01:45 PM

Progetto del TRIC Teatri di Bari “LE DUE BARI”. “Le Arti non hanno barriere”, ovvero: buffo bestiario, l’insurrezione degli animali

di Anna Landolfi.

C’è aria di festa.

“I baresi si divertono a vivere…C’è aria di festa…e l’allegria dei baresi è seria …” Queste parole di  Pier Paolo Pasolini, tratte dal  suo racconto” Le due Bari “ del 1951, sono state la guida per immaginare il nostro viaggio nelle zone periferiche della città, dove santi e demoni con le loro storie, i loro simboli, la loro umanità e i loro miracoli, anche solo desiderati, mescolano sacro e profano per dare vita al rito ancestrale del teatro. Insieme ai ragazzi di vita che abitano le nude stanze del “Fornelli” (penitenziario minorile n.d.r.) conteremo i giorni verso la libertà aggrappati  al nuovo e all’inatteso di ogni presente. E ascolteremo canti portati da quel mare che “fruscia e ribolle” e parole che non si logorano. E corpi che danzano gioia. E corpi che danzano sempre ora. Tanti luoghi, tanti corpi, tante voci, tanti incontri…

L’incipit riportato, è il progetto presentato dai Teatri di Bari, all’Assessorato alle Culture del Comune di Bari e finanziato dalla Direzione Generale Spettacolo del Ministero ella Cultura (MiC).

Tra le compagnie coinvolte, un focus lo dedichiamo alla Compagnia AltraDanza con uno dei suoi lavori meglio concepito proprio perchè dedicato a quella “periferia” sociale che è la diversità. Non necessariamente di genere, ma molto più “banalmente” quella diversità insita nello stesso tessuto sociale, dove le caratteristiche fisiche o psichiche, differenziano gli uni dagli altri. Come se avere un colore e di questo le sue infinite sfumature, facciano scomparire la sua identità di origine e quindi non “riconoscerlo” più.

“Le arti non hanno barriere” è un “urlo” al benpensare delle classi ormai obsolete, ma ancora dilaganti, delle società. Ovunque e dovunque, il “rito” delle comunità che si “riconoscono” solo in se stesse, è cultura in lenta e progressiva estinzione. Bene fà l’Arte a essere promotrice di didattica e educazione, presentando lavori i cui contenuti, siano “spaccati” della società. L’Arte è rivoluzione. Domenico Iannone, firmando questa nuova regia, porta coraggiosamente in scena, un mondo parallelo, modello del mondo reale, visto con gli occhi (e il pensiero) degli animali. “Le arti non hanno barriere-Buffo bestiario, l’insurrezione degli animali”, diventa lo specchio delle vanità e degli errori che gli uomini quotidianamente commettono.

La realizzazione di questo lavoro per “Le due Bari”, nasce dalla collaborazione di tre figure del teatro della città, i cui legami, non solo artistici, ha permesso di mettere in scena protagonisti di diversi status socio/culturali, tra abilità diverse, giovani pazienti dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII, danzatori e musicisti.

Domenico Iannone (ph. Gennaro Guida)

Curerà la regia e le coreografie di un lavoro teatrale dedicato all’inclusione sociale e al reinserimento degli agglomerati urbani della periferia della città. Organizzata dal Comune di Bari, per la rassegna “C’è aria di festa” presentata dai Teatri di Bari, il contributo che la Compagnia AltraDanza darà, sarà di carattere artistico/divulgativo. Quale il tema che affronterà e come lo affonterà in vista dalla prima al teatro Kismet di Bari dell’11 settembre prossimo?

Il tema dell’inclusione ha una forte importanza per me , non ultimo il mio lavoro sulla violenza femminile, ritengo non essendo un esperto o un professionista di questa problematica, di avere un approccio molto favolistico quasi divertente , un momento di riflessione senza turbare, ma lasciando un seme di speranza, lavorando e creando insieme ai ragazzi!

La partecipazione di protagonisti non professionisti in scena e la natura del tema affrontato, è una dimostrazione che si può fare arte anche con diversità culturali e di estrazioni sociali diverse? Lei, praticmante, metterà in scena una corrente artistica già proposta da Germi, De Sica, De Santis, Zavattini…stiamo parlando del Neo-realismo…

Senza scomodare dei mostri sacri che ha  citato, come ho già detto con tutta tranquillità e collaborazione tratteremo il tema seguendo il testo, giocando e costruendo con naturalezza e  realismo  una o tante  storie facendo riferimento agli animali nella loro diversità ma accomunandoli in un unico pensiero di fratellanza!

Grazia Bonasìa

Sarà autrice delle musiche per un’opera teatrale nel contesto de “Le due Bari”, organizzata dal Comune di Bari nel progetto di reintegrazione e inclusione dei quartieri delle periferie della città e presentata dai teatri di Bari. Al regista, ha suggerito di portare in scena, giovanissimi pazienti dell’Ospedale dei Bambini “Giovanni XXIII” di Bari, per i quali già lei si adopera come musicista con gli intenti di sollevare interesse artistico e alleviare il disagio dei piccoli. E’ un’opportunità per i piccoli “uscire” dai reparti ed essere protagonisti?

Per tutti i bambini il teatro, la musica e lo spettacolo in genere è una opportunità. Ancora di più per coloro che, purtroppo, sono in vari modi legati alle strutture ospedaliere che limitano, a vari gradi, la loro quotidianità. Non è, ma SONO una opportunità!

E’ probabile che per alcuni pazienti, essere “presenti” fisicamente in scena, non sarà opportuno per tutelare il loro stato di salute. Ha pensato come utilizzare gli strumenti tecnologici disponibili, per far sì che siano sul palcoscenico?

Per i piccoli pazienti che non possono essere sul palcoscenico ho pensato a varie altre opzioni. Ad esempio la locandina dello spettacolo è stata disegnata da Nadia Carnicella, che non potrà essere fisicamente con noi. Un brano musicale che ho scritto per lo spettacolo si baserà su delle melodie pensate in corsia da due piccole ucraine. Il modo per coinvolgere i bambini e i ragazzi si trova sempre e per ognuno di loro l’intervento è stato cucito addosso in funzione delle esigenze contingenti.

Gianni Pantaleo

Un lavoro che nasce dall’esigenza di rispettare le diversità nel contesto di un’opera teatrale. Quale occasione ha permesso la stesura del breve testo?

L’occasione è stata un alibi. Muovendo i pezzi di uno scacchiere, abbiamo “sostituito” alle presunte virtù degli uomini, le rispettive caratteristiche degli animali. Lo “specchio” saranno proprio gli uomini che riconoscendosi nelle “virtù” degli animali, acquisiranno, si spera, consapevolezza di quanto inutili e frivoli sono i loro comportamenti.

Cioè, ha ribaltato i mondi risultando che dopotutto gli…animali sono gli uomini?

…naturalmente senza usare il termine “animale” come dispregiativo di un essere vivente. La differenza sta che gli animali non hanno la coscienza di essere quello che sono: una mucca è una mucca, così il somaro e la pecora… Semmai noi uomini, associamo certe caratteristiche per noi sprezzanti, a loro. Nascono così i luoghi comuni e i preconcetti. Gli animali non “notano” la diversità tra loro. Gli uomini…ti fanno sentire diverso solo se porti gli occhiali.

Seguiremo prove e percorsi della Compagnia AltraDanza, fino al giorno del debutto, previsto l’11 settembre al Teatro Kismet, di Bari. Mi permetto una riflessione non senza suscitare una leggera polemica. “Le arti non hanno barriere-Buffo bestiario, l’insurrezione degli animali”, suscita interesse per la non facile organizzazione per la sua messa in opera. Come spiegato da Grazia Bonasìa, sarà permessa la presenza dei giovani interpreti, anche in “assenza” fisica sul palcoscenico grazie a soluzioni tecniche. Il lavoro di Domenico Iannone, sarà quello di tessere una tela, i cui fili saranno dipanati per diventare un unico, raro tessuto di emozioni. Ovvia, allora, senza minimizzare le altre proposte della rassegna, la ragione per seguire il backstage di un lavoro innovativo, comunque artistico, ma soprattutto, innovativo.

Anna Landolfi.

Progetto grafico a cura di Nadia Carnicella.

Le immagini e i testi potrebbero essere soggetti a copyright.

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