venerdì, 9 Dicembre, 2022 6:03:36 AM

Nico Benedetti, danza, energia e amore

di Gianni Pantaleo.

Propone un tema forte, attuale. Nico Benedetti con il suo ultimo lavoro “Il coraggio è fuoco, il bullismo è fumo”, presentato in occasione della rassegna “Esplorare2021” al Teatro Radar di Monopoli, rassegna diretta da Domenico Iannone, pone un’attenzione mirata al disagio che dilaga nelle nuove generazioni: l’estrema avversione verso coloro i quali non sono nostri simili. Parole come integrazione, inclusione, fratellanza, sono nonostante campagne di sensibilizzazione, ancora utopie. Nico Benedetti lo fa con un messaggio ben diretto, schietto e lo fa con la danza, sua “arma” per dire basta al sopruso e alla violenza tra i giovani. Di seguito, dalle sue parole, il pensiero del giovane coreografo messaggero di concordia.

Ha presentato un lavoro di importanza sociale. Il disagio umano che dilaga, le incomprensioni e le disattenzioni per tutto ciò che accade intorno a noi. Tutto “tradotto” con la danza. E’ stata una necessità personale?

Più che personale, è stata una necessità dettata da tante situazioni che purtroppo tanti ragazzi, per tanti svariati motivi, molto spesso si ritrovano a vivere momenti in cui devono fare i conti con pregiudizi o semplicemente pensieri dettati dal semplice gusto di volere giudicare o offendere.

Una risorsa artistica al servizio della società. Il suo è stato un intervento di sensibilità emotiva. Può l’arte “aiutare” a riflettere su come migliorare il nostro vissuto quotidiano?

Credo che l’arte sia sinonimo di sensibilità. Credo che essa sia e deve, diventare parte integrante del quotidiano. Spesso quello che non si riesce a dire per timore, paura, per eccessiva timidezza. Credo che l’arte possa diventare la “parola” di molti silenzi che spesso non sono sinonimi di debolezza ma di una grande forza interiore. Quindi sì, l’arte è un mezzo per migliorare il vissuto quotidiano.

Lei lo fa con la danza. Trasmette allo spettatore la riflessione alla consapevolezza. Lo fa con tecnica e arte e con delle sonorità che allungano l’emozione nel corso del balletto. Rilevo una sensazione di “sogno”, quasi un desiderio che quello che ci spiega con “Il coraggio è fuoco, il bullismo è fumo” diventi una realtà tesa a miglioraci dentro. E’ corretta interpretazione questa che provo?

Esattamente. Io da anni, spero e sogno che tutto può aiutare a migliorare, sempre, in ogni momento della vita, perché credo che basti poco per essere persone migliori e soprattutto, il sogno è sempre una speranza di un qualcosa di bello. Sperare è sempre come accarezzare la felicità.

Lei dice: “È necessario cogliere negli altri solo quello che di positivo sanno darci, e non combattere tutto ciò che è diverso da noi.” Questa è una considerazione profonda. Rasenta il pensiero filosofico dei padri delle unioni tra i popoli. Crede possa essere un “monito” ai convinti di chi crede che le diversità umane siano “errori” della natura?

Ringrazio per la correlazione al pensiero filosofico delle unioni dei popoli. Credo che finchè si continuerà a ricercare nelle manifestazioni, nelle leggi, eccetera, il diritto alla “diversità”, non ci saranno mai cambiamenti. Credo invece che sia necessario educare e sensibilizzare la “normalità”. Perché nulla è diverso se non che lo diventi attraverso gli occhi di chi lo guarda e visto che gli occhi sono lo specchio dell’animo umano, ecco è lì che bisognerebbe scavare, negli animi, cercando di toccarli con sensibilità e bellezza. Gli “errori”, come li chiama lei, per me esistono solo in un compito in classe. Una verifica e come ben sa, basta un po’ di impegno e quegli errori non saranno più fatti. Da essi avremo imparato qualcosa di nuovo che ci ha arricchito. Ecco, la natura non ha “errori” ma solo tanta bellezza che va scoperta e protetta.

Averla di fronte denota una serenità interiore che sorprende. Conoscendola come artista, non è facile ricevere questa sensazione. La sua empatia, coinvolge positivamente. Lo abbiamo compreso dal suo balletto. Il suo attuale stato d’animo è frutto di un lavoro interiore applicato su se stesso?

No, io cerco sempre di essere quello che sono. Non ho mai cercato di lavorare se me stesso perché credo che non c’è modo migliore di essere semplicemente quello che si è. Credo che il mio stato d’animo, sia così solo grazie a quanto di bello ho trovato nel mio lavoro. E’ frutto anche di insegnamenti e modi di vivere ricevuti dalla mia famiglia. Molti parlano di empatia e credo, che toccare e raggiungere un altro essere umano non sono con la mia arte ma anche con la mia sensibilità, mi abbia dato la felicità. Cito una frase in merito: “Non è tanto il viaggio che è importante, è il modo in cui trattiamo coloro che incontriamo e coloro che ci circondano lungo la strada” (Jeremi Aldana).

Si è applaudito alla sua compagnia di danzatori. Me soprattutto a lei che ha emozionato il pubblico. All’arte e alla danza, quanto ancora darà delle sue energie, perché queste possano essere dei messaggi di bellezza e amore?

Alla danza darò fino all’ultima goccia di energia vitale che mi resterà. Anche perché, in fondo, è la danza stessa, le sue vibrazioni, la sua bellezza, la sua magia, a darmi energia e forza. A me e al mio cuore. Credo non si smetta mai di amare qualcosa e dove c’è amore, c’è e ci sarà sempre energia.

Ha ragione quando Nico Benedetti dice che i giovani “…devono fare i conti con pregiudizi o semplicemente pensieri dettati dal semplice gusto di volere giudicare o offendere”. Il tono con il quale esprime questo concetto, è dettato dall’infinita amarezza provata dai comportamenti irrazionali delle giovani generazioni. Con pulizia coreografica e metodologia contemporanea, trasmette, con i suoi tredici danzatori, un profondo obbligo sociale e senso di responsabilità, riportando sulla scena il malessere vissuto auspicando un dialogo che limi le asperità dell’istinto aggressivo con una più attenta valutazione che “l’altro” diverso da me non è. E in questo concetto Nico Benedetti ha cuore e intelligenza.

Gianni Pantaleo.

NIBe company 

Coreografie: Nico Benedetti: “Il coraggio è fuoco , il bullismo è fumo “.

Danzatori: Vito Simone, Vito Messa, Samuel Comes, Andres Lamanna, Daniel Stoppa, Cristian Valente, Pietro Serripierri, Renzo Laselva, Alessio De Pascalis, Antonio Lamanna, Giuseppe Teofilo, Angelo Cassano, Daniele Cristofaro.

Ph. Gennaro Guida©

http://www.danzasi.it/notizie/nico-benedetti-000280.php

https://giornaledelladanza.com/i-ragazzi-della-danza-nico-benedetti-da-polignano-a-mare-alla-conquista-del-successo-tra-coreografia-e-impegno/

https://www.facebook.com/nico.benedetti.98

 

 

 

 

 

 

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